Se stai pensando di candidarti a un MBA o a un master in area economica e manageriale, potresti trovare il GMAT tra i requisiti di ammissione. In questo caso, una delle domande più importanti è: quale punteggio GMAT devo ottenere?
Non esiste una risposta uguale per tutti. IL GMAT non prevede infatti una soglia universale per essere promossi: ogni business school o corso può stabilire un punteggio minimo, indicare il risultato medio degli studenti ammessi oppure valutare il GMAT insieme agli altri elementi della candidatura.
Per capire a quale risultato puntare bisogna quindi conoscere prima di tutto come funziona il punteggio GMAT e come viene interpretato dalle università.
Come funziona il punteggio GMAT?
Il GMAT attuale è composto da tre sezioni:
- Quantitative Reasoning,
- Verbal Reasoning,
- Data Insights.
Ciascuna sezione dura 45 minuti e contribuisce in modo uguale al punteggio complessivo. Alla fine del test ricevi quindi quattro risultati: uno per ogni sezione più il Total Score, cioè il punteggio complessivo.
Per ciascun risultato viene indicato anche il percentile, un dato molto utile per capire come si colloca la tua prestazione rispetto a quella degli altri candidati.
Qual è il punteggio massimo del GMAT?
Il Total Score del GMAT va da 205 a 805 punti (tutti i punteggi terminano con il numero 5). Questo sistema è diverso da quello del vecchio GMAT che utilizzava una scala complessiva da 200 a 800 e comprendeva anche sezioni come Analytical Writing e Integrated Reasoning. Se trovi online articoli in cui si parla di un “GMAT da 700” o di un punteggio massimo di 800, controlla quindi a quale versione del test fanno riferimento.
Si possono confrontare i punteggi del vecchio e del nuovo GMAT?
Non direttamente. Anche se i numeri sono simili, la scala attuale da 205 a 805 e quella precedente da 200 a 800 sono costruite in modo diverso e misurano prestazioni su versioni differenti del test. GMAC, l’associazione che gestisce il GMAT, raccomanda quindi di non confrontare direttamente i punteggi numerici delle due versioni. Se è necessario fare un confronto, è più corretto utilizzare i rispettivi percentili.
Questo aspetto è particolarmente importante quando consulti i dati storici delle business school: un vecchio punteggio medio di 700 non equivale semplicemente a 700 nella scala attuale.
Che cos’è il percentile GMAT?
Il percentile indica la percentuale di candidati che hai superato con il tuo risultato. Per esempio, essere al 90° percentile significa aver ottenuto un risultato migliore rispetto al 90% delle persone prese in considerazione nel campione di riferimento.
Secondo i dati GMAC relativi al periodo 2021-2026:
- 555 corrisponde circa al 47° percentile;
- 605 al 69° percentile,
- 655 al 90° percentile,
- 705 al 98° percentile.
I oercentili vengono aggiornati nel tempo perché dipendono dai risultati ottenuti dalla popolazione dei candidati. Per questo, quando vuoi valutare quanto sia competitivo un certo punteggio, conviene sempre consultare i dati più recenti.
Qual è il punteggio medio GMAT?
Sempre secondo i dati GMAC relativi al periodo 2021-2026, il punteggio medio complessivo è 554,94. Questo dato è utile per capire dove si colloca un risultato rispetto alla popolazione generale dei candidati, ma non ti dice automaticamente se quel punteggio sia sufficiente per entrare nel corso che ti interessa. Un risultato vicino alla media può essere competitivo per alcuni programmi e poco competitivo per altri.
La domanda da farsi non è quindi soltanto: “Sono sopra o sotto la media GMAT?”, ma soprattutto: “Come si colloca il mio punteggio rispetto a quello degli studenti ammessi al programma che ho scelto?”.
Qual è un buon punteggio GMAT?
Non esiste un punteggio GMAT che possa essere definito buono in assoluto. Un risultato è buono se ti rende competitivo per il programma a cui vuoi candidarti. Per valutare il tuo obiettivo, controlla quindi sul sito della business school:
- se il GMAT è obbligatorio, consigliato oppure facoltativo;
- se viene indicato un punteggio minimo;
- il punteggio medio o mediano degli studenti ammessi;
- il range dei risultati della classe più recente;
- se viene accettato anche il GRE.
Quando sono disponibli, media, mediana e range della classe ammessa sono molto più utili di una generica soglia valida per tutte le università.
Un punteggio GMAT di 555 è buono?
Un punteggio di 555 è molto vicino alla media generale del GMAT e si colloca circa al 47° percentile secondo i dati 2021-2026. Non è quindi un risultato basso in senso assoluto, ma la sua competitività dipende dal programma. Se il corso che hai scelto ammette studenti con risultati prevalentemente superiori a 600 o 650, 555 potrebbe essere insufficiente. Se invece il GMAT rappresenta soltanto una componente della candidatura o il programma presenta valori medi più contenuti, potrebbe essere un risultato adeguato.
Un punteggio GMAT di 605 è buono?
605 corrisponde attualmente a circa il 69° precentile: significa quindi aver ottenuto un risultato migliore di circa il 69% dei candidati inclusi nei dati di riferimento. È un risultato superiore alla media e può essere competitivo per numerosi programmi; per business school particolarmente selettive, però, potrebbe essere necessario puntare più in alto.
Un punteggio GMAT di 655 è buono?
Sì: 655 è un punteggio alto. Secondo i dati GMAC 2021-2026 corrisponde a circa il 90° percentile. Significa che il risultato è superiore a quello di circa nove candidati su dieci.
E un punteggio di 705?
Un punteggio di 705 si clloca circa al 98° percentile. Si tratta quindi di un risultato molto elevato. Anche in questo caso, però, è importante non considerare il GMAT isolatamente. Le business school possono valutare insieme:
- carriera universitaria;
- curriculum;
- esperienza professionale;
- lettere di raccomandazione;
- essay o personal statement;
- colloquio;
- GMAT o altri test richiesti dal programma.
Un punteggio molto alto rafforza la candidatura, ma non sostiutuisce automaticamente gli altri requisiti.
Quanto conta il GMAT per entrare in una business school?
Il peso del GMAT cambia da programma a programma. Il test offre alle business school una misura standardizzata delle competenze considerate importanti per affrontare un percorso graduate in ambito business, in particolare problem solving, pensiero critico e capacità di lavorare con dati e informazioni. Questo permette di confrontare candidati provenienti da università, Paesi e percorsi accademici differenti.
Un punteggio competitivo può quindi migliorare la candidatura e, in alcuni casi, essere preso in considerazione anche per l’assegnazione di borse di studio che, è bene ricordarlo, segue regole diverse da scuola a scuola.
Il GMAT superscore
Tra le novità attuali c’è anche il GMAT superscore. Se sostieni il GMAT più di una volta, viene automaticamente calcolato un Total Score utilizzando i migliori punteggi ottenuti nelle singole sezioni tra tutti i tentativi ancora validi. Nel report ufficiale vengono indicati anche i punteggi di sezione che hanno contribuito al Superscore, con le relative date. I risultati scaduti o cancellati non vengono utilizzati.
Questo significa che un secondo tentativo può essere utile anche se non migliori contemporaneamente in tutte e tre le sezioni.
Quanto dura il punteggio GMAT?
Il risultato del GMAT è valido per cinque anni dalla data in cui hai sostenuto l’esame. Hai quindi un margine abbastanza ampio per utilizzare il punteggio delle candidature successive. Prima di sostenere il test, però, controlla sempre le regole del programma: una business school può stabilire requisiti specifici sulla data entro cui il GMAT deve essere stato sostenuto.
Come migliorare il punteggio GMAT
Per aumentare il risultato non basta accumulare ore di studio. È importante capire dove stai perdendo punti e perché. Un buon punto di partenza è svolgere una simulazione completa e analizzare separatamente Quantitative Reasoning, Verbal Reasoning e Data Insights. Se, per esempio, il tuo risultato complessivo fosse penalizzato da Data Insights, non avrebbe molto senso distribuire lo stesso tempo di studio su tutte e tre le sezioni.
Parti dal tuo punteggio-obiettivo
Prima di impostare il piano di studio, individua i programmi a cui vuoi candidarti e verifica i risultati tipici degli ammessi. In questo modo puoi stabilire un obiettivo realistico: prepararsi per passare da 555 a 605 è infatti un percorso diversi rispetto a quello necessario per puntare a 655 e oltre.
Analizza anche i punteggi delle singole sezioni
Nel GMAT attuale Quantitative Reasoning, Verbal Reasoning e Data Insights hanno lo stesso peso nel Total Score. Non conviene quindi trascurare una sezione pensando di compensarla completamente con le altre.
Il report ufficiale fornisce inoltre informazioni dettagliate sulle prestazioni per sezione, tipologia di domanda, area di contenuto e gestione del tempo. Usare questi dati può aiutarti a rendere lo studio molto più mirato.
Lavora sulla gestione del tempo
Nel GMAT non conta solo saper risolvere un quesito, ma riuscire a farlo nei tempi disponibili. Allenati quindi gradualmente con il cronometro e cerca di capire quali tipologie di domande tendono a bloccarti più a lungo.
Alterna esercizi e simulazioni
Gli esercizi mirati servono per consolidare le singole competenze, mentre le simulazioni complete permettono di verificare:
- il livello raggiunto;
- la tenuta sui tempi;
- la concentrazione durante tutto il test;
- la stabilità del risultato;
- le aree ancora da migliorare.
Più che inseguire un singolo punteggio ottenuto in una simulazione particolarmente positiva, cerca di arrivare a risultati abbastanza costanti nella fascia che ti interessa.