Che cos’è il GMAT, come funziona e a cosa serve

Cosa trovi in questo articolo

Se stai pensando di frequentare un MBA o un master in area economica e manageriale, tra i requisiti di ammissione potresti trovare il GMAT.

Il GMAT, acronimo di Graduate Management Admission Test, è un test standardizzato in lingua inglese utilizzato da molte business school per valutare alcune competenze considerate importanti per affrontare un percorso post-laurea: ragionamento quantitativo, comprensione e analisi di testi, capacità di interpretare dati e valutare informazioni.

Non è richiesto da tutti i master e non serve normalmente per iscriversi a un corso di laurea triennale. A seconda dell’università, può essere obbligatorio, facoltativo oppure sostituibile con un altro test, come il GRE. Prima di iniziare la preparazione, è quindi importante controllare i requisiti del programma che ti interessa.

A cosa serve il GMAT?

Il GMAT è pensato soprattutto per l’accesso a percorsi post-laurea delle business school, come:

  • MBA, cioè Master of Business Administration;
  • master in Management;
  • master in Finance;
  • master in Marketing;
  • master in Business Analytics;
  • altri corsi avanzati in ambito economico e aziendale.

Il test permette alle commissioni di confrontare candidati provenienti da università, Paesi e percorsi accademici diversi attraverso una prova comune.

Il risultato non viene però valutato da solo. Le business school considerano generalmente anche la carriera universitaria, il curriculum, le esperienze professionali, le lettere di presentazione, gli essay, la motivazione e l’eventuale colloquio. Il GMAT rappresenta quindi uno degli elementi della candidatura, non l’unico criterio di selezione.

Che cosa valuta il GMAT?

Il GMAT non verifica semplicemente quante formule matematiche conosci o quanto è ampio il tuo vocabolario inglese. Misura soprattutto la capacità di:

  • ragionare su problemi quantitativi;
  • comprendere testi e argomentazioni;
  • distinguere informazioni rilevanti e secondarie;
  • interpretare grafici, tabelle e dati;
  • integrare informazioni provenienti da fonti diverse;
  • prendere decisioni in tempi limitati.

Sono competenze utili nei corsi universitari in area business, nei quali è spesso necessario analizzare dati, valutare alternative e sostenere una conclusione sulla base delle informazioni disponibili.

Come è strutturato il GMAT?

Il GMAT dura complessivamente 2 ore e 15 minuti, alle quali può aggiungersi una pausa facoltativa di 10 minuti.

È formato da 64 domande, suddivise in tre sezioni:

  • Quantitative Reasoning: 21 domande in 45 minuti;
  • Verbal Reasoning: 23 domande in 45 minuti;
  • Data Insights: 20 domande in 45 minuti.

Puoi scegliere in quale ordine affrontare le tre sezioni e decidere se utilizzare la pausa dopo la prima o dopo la seconda. Al termine di ogni sezione puoi rivedere tutte le risposte, se rimane tempo, e modificarne fino a tre.

Quantitative Reasoning

La sezione di Quantitative Reasoning valuta la capacità di analizzare problemi matematici e risolverli attraverso il ragionamento. Le domande sono di tipo Problem Solving e riguardano soprattutto:

  • aritmetica;
  • algebra di base;
  • problemi formulati attraverso testi;
  • rapporti, proporzioni e percentuali;
  • proprietà dei numeri.

La matematica richiesta non è di livello universitario avanzato. La difficoltà dipende soprattutto dalla capacità di interpretare correttamente il quesito, individuare il procedimento più efficace e gestire il tempo.

Durante questa sezione non è possibile usare la calcolatrice.

Verbal Reasoning

La sezione di Verbal Reasoning valuta la comprensione del testo e il ragionamento critico.

Comprende due principali tipologie di quesito:

  • Reading Comprehension, basata sulla lettura e sull’analisi di brani;
  • Critical Reasoning, dedicata alla valutazione di argomentazioni.

Dopo aver letto un testo, potresti dover riconoscere la tesi principale, ricavare un’informazione implicita, individuare il rapporto tra due passaggi o capire quale elemento rafforza o indebolisce una conclusione.

La sezione non comprende più le domande di correzione grammaticale presenti nella precedente versione del GMAT. Il centro della prova è oggi la capacità di comprendere e valutare le informazioni scritte.

Data Insights

La sezione di Data Insights misura la capacità di utilizzare dati e informazioni per risolvere problemi e prendere decisioni. I dati possono essere presentati attraverso:

  • grafici;
  • tabelle;
  • testi;
  • schermate con più fonti;
  • informazioni numeriche e qualitative combinate.

Le tipologie di domanda comprendono:

  • Data Sufficiency;
  • Table Analysis;
  • Graphics Interpretation;
  • Multi-Source Reasoning;
  • Two-Part Analysis.

Nei quesiti di Data Sufficiency, per esempio, non devi necessariamente trovare il risultato numerico: devi stabilire se le informazioni fornite sono sufficienti per rispondere alla domanda.

In questa sezione è disponibile una calcolatrice a schermo.

Il GMAT è un test adattivo

Il GMAT è un test computer-adaptive. Questo significa che il sistema utilizza le risposte date durante la prova per stimare progressivamente il livello delle tue competenze.

Il punteggio non dipende quindi soltanto dal numero complessivo di risposte corrette, ma anche dalla difficoltà delle domande affrontate e dall’andamento della prestazione.

Non è necessario conoscere nel dettaglio il funzionamento dell’algoritmo. È però utile ricordare che ogni domanda contribuisce alla valutazione e che conviene evitare di lasciare quesiti senza risposta.

La possibilità di rivedere le domande non elimina la natura adattiva del test: puoi modificare fino a tre risposte per sezione, ma il punteggio viene comunque calcolato considerando l’intera prestazione.

Come viene calcolato il punteggio del GMAT?

Il punteggio totale del GMAT è compreso tra 205 e 805 e termina sempre con la cifra 5.

Le tre sezioni contribuiscono in misura uguale al risultato complessivo. Oltre al Total Score, il report riporta anche il punteggio ottenuto nelle singole aree e il percentile, cioè la posizione rispetto agli altri candidati. Il percentile è particolarmente utile perché permette di capire quanto sia competitivo un risultato. Un punteggio di 605, per esempio, corrisponde attualmente circa al 70° percentile, mentre 655 si colloca intorno al 91° percentile. Questi valori possono cambiare nel tempo perché dipendono dai risultati della popolazione dei candidati.

Qual è il punteggio medio del GMAT?

Secondo i dati ufficiali relativi al periodo 2020-2025, il punteggio medio complessivo è 554,67. Questo dato, però, non basta per capire se un risultato è buono. Un punteggio superiore alla media generale può non essere competitivo per un MBA molto selettivo. Al contrario, un risultato più basso potrebbe essere sufficiente per un programma con requisiti diversi.

Per orientarti, devi controllare:

  • l’eventuale punteggio minimo indicato dal corso;
  • il punteggio medio o mediano degli ammessi;
  • il percentile richiesto o consigliato;
  • il peso attribuito al GMAT nella selezione;
  • la qualità complessiva della tua candidatura.

Che cosa si intende per buon punteggio GMAT?

Non esiste un punteggio buono in assoluto. Il risultato va sempre valutato in relazione al programma per cui presenti domanda. In generale, un buon punteggio è quello che ti permette di raggiungere o superare il livello medio dei candidati ammessi al corso che hai scelto.

Presta attenzione anche al confronto con il vecchio GMAT. La versione precedente utilizzava una scala da 200 a 800, mentre quella attuale va da 205 a 805. I due punteggi non vanno confrontati direttamente. Secondo la tabella di concordanza ufficiale, un risultato di 645 nella versione attuale corrisponde, in termini di percentile, a circa 700 nel vecchio GMAT. Per confrontare risultati ottenuti con versioni diverse è quindi più corretto considerare i percentili.

Quanto conta il GMAT nell’ammissione?

Il peso del GMAT cambia da una business school all’altra. In alcuni programmi il risultato può essere molto importante, soprattutto quando le candidature sono numerose e i profili accademici difficili da confrontare. In altri casi il test può essere facoltativo o rappresentare soltanto uno degli elementi considerati.

Le commissioni valutano in genere la candidatura nel suo insieme, tenendo conto anche di:

  • voti universitari;
  • esperienze professionali;
  • capacità di leadership;
  • obiettivi di carriera;
  • motivazione;
  • lettere di raccomandazione;
  • essay;
  • colloquio.

Un punteggio elevato può rafforzare la candidatura e, in alcuni casi, essere preso in considerazione anche per borse di studio e finanziamenti. Non compensa però automaticamente un profilo debole negli altri aspetti.

Quanto dura la validità del punteggio?

Il risultato del GMAT rimane valido per cinque anni dalla data in cui hai sostenuto il test. I punteggi possono essere richiesti per un periodo massimo di dieci anni, ma quelli più vecchi di cinque anni non sono normalmente considerati validi per l’ammissione.

Prima di prenotare l’esame, controlla comunque le regole del corso: alcune università possono richiedere che il test sia stato sostenuto entro un intervallo più breve.

Come prepararsi al GMAT

Una buona preparazione dovrebbe partire da una simulazione, utile per valutare il livello iniziale e capire quali sezioni richiedono più lavoro.

Puoi poi organizzare lo studio in quattro fasi:

  1. Ripasso delle conoscenze di base, soprattutto in matematica e comprensione dell’inglese.
  2. Studio delle tipologie di quesito, per imparare a riconoscere rapidamente ciò che viene richiesto.
  3. Esercitazione cronometrata, necessaria per migliorare la gestione del tempo.
  4. Simulazioni complete, da svolgere nelle condizioni più vicine possibile a quelle dell’esame.

È importante prepararsi su tutte e tre le sezioni. Dal momento che Quantitative Reasoning, Verbal Reasoning e Data Insights hanno lo stesso peso nel punteggio totale, trascurare una parte del test può ridurre sensibilmente il risultato finale.

Prima di iscriverti al test

Prima di iniziare la preparazione, verifica sempre:

  • che il GMAT sia accettato dal corso;
  • se il test è obbligatorio o facoltativo;
  • quale punteggio viene richiesto;
  • se il GRE è ammesso come alternativa;
  • le scadenze per l’invio del risultato;
  • il tempo necessario per un eventuale secondo tentativo.

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