L’università è davvero la scelta di tutti? I numeri (e i dubbi) dei diplomati 2025

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Dopo la maturità, la domanda è sempre quella: cosa fare dopo il diploma? A prima vista sembra una scelta quasi automatica, come se il passaggio successivo fosse già scritto. Ma i dati raccontano qualcosa di un po’ più complesso.

Secondo il Rapporto Almadiploma 2026 sul Profilo dei Diplomati 2025, è vero che la maggior parte degli studenti guarda all’università. Ma basta andare un po’ più a fondo per scoprire che dietro questa scelta ci sono anche dubbi, incertezze e, in molti casi, decisioni prese senza un’idea davvero chiara di dove portino.

Cosa fare dopo il diploma: l’università è la scelta più diffusa

Partiamo dal punto più evidente. Circa 3 diplomati su 4 dichiarano di voler continuare a studiare dopo l’Esame di maturità. E tra questi, la grande maggioranza – oltre il 90% – immagina il proprio futuro all’università. In altre parole, l’università resta il percorso più battuto. È la scelta che viene più spontanea, quella che sembra più lineare dopo anni di scuola.

Ma proprio perché è così diffusa, vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi: è sempre una scelta davvero consapevole?

Non tutti scelgono l’università (e gli indecisi sono molti)

Se si allarga lo sguardo oltre il dato principale, il quadro cambia. Accanto a chi vuole studiare, c’è una parte di studenti che pensa di entrare subito nel mondo del lavoro, altri che immaginano di combinare studio e lavoro. E poi c’è un dato che colpisce più degli altri: alle soglie dell’esame di maturità il 14,6% è ancora indeciso.

Vuol dire che quasi 1 studente su 6 arriva alla fine delle superiori senza sapere davvero cosa farà dopo. Questo ridimensiona un po’ l’idea che a 18 o 19 anni si debba avere già tutto chiaro. In realtà, per molti, la scelta è ancora aperta – e spesso anche un po’ confusa.

Il vero nodo: molti scelgono senza avere un obiettivo chiaro

A rendere il quadro ancora più interessante c’è un altro dato. Alla vigilia del diploma, più della metà degli studenti non ha ancora in mente una professione futura. E questo cambia completamente il modo in cui possiamo leggere le scelte perché significa che, spesso, si decide cosa fare senza avere davvero chiaro dove si vuole arrivare. Capita di scegliere:

  • per esclusione, perché non si vedono alternative convincenti
  • oppure per continuità, perché si è sempre studiato e si va avanti così.

Non c’è nulla di strano in questo. Ma è qui che emerge un punto importante: iscriversi all’università non coincide automaticamente con fare una scelta consapevole.

Università: scelta consapevole o scelta “di default”?

Mettendo insieme questi dati, si intravede una dinamica abbastanza comune. L’università è la scelta più frequente, ma anche quella che, proprio per questo, rischia di diventare la più “automatica”. Si sceglie perché è il percorso più vicino a quello appena concluso, perché è quello che fanno in molti, o perché sembra offrire più sicurezza rispetto ad altre opzioni.

A volte c’è anche una componente più sottile: la difficoltà di immaginare alternative concrete. Se non si hanno esempi o informazioni chiare su altre strade, l’università diventa la soluzione più immediata. Ancora una volta, non è una scelta sbagliata, ma è una scelta che vale la pena di interrogare.

Cosa significano questi dati per te

A questo punto, la domanda cambia. Non è più solo “cosa fanno gli altri?”, ma “cosa significa per me?“.

La prima cosa da tenere a mente è che non avere le idee chiarissime è normale. I dati lo confermano: molti studenti arrivano al diploma con dubbi e incertezze. Non è un segnale di debolezza, ma una fase del percorso. Allo stesso tempo, questi numeri suggeriscono anche altro: scegliere l’università “perché sì” può non essere sufficiente. Non perché sia una strada sbagliata, ma perché funziona davvero quando ha un senso personale.

Infine, c’è un punto che spesso si sottovaluta: non esiste una scelta giusta in assoluto. Esiste piuttosto una scelta più o meno coerente con quello che ti interessa, con il modo in cui vuoi studiare e con il tipo di futuro che riesci, anche solo in parte, a immaginare.

Mini guida: come capire se l’università è la strada giusta

Se stai pensando all’università, può essere utile fermarti un attimo e porti qualche domanda semplice.

  • Mi interessa davvero quello che studierò?
    Non serve una passione assoluta, ma almeno una curiosità reale.
  • Ho un’idea, anche vaga, di cosa potrei fare dopo?
    Non serve un piano preciso, ma una direzione aiuta.
  • Sto scegliendo per me o per aspettative esterne?
    Famiglia, amici, “quello che fanno tutti”: quanto stanno influenzando la tua opinione?
  • Sono disposto a investire tempo e impegno?
    L’università richiede costanza: è un aspetto da considerare

Se le risposte non sono immediate, è il segnale che vale la pena prendersi un po’ di tempo in più per capire.

Per chiarirti le idee, puoi provare a seguire qualche percorso di orientamento ad hoc, come Your future, il percorso di orientamento di Alpha Test pensato per aiutarti a fare chiarezza su chi sei, cosa ti interessa e quali strade puoi davvero prendere.

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