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L’infermiere è spesso il primo volto che vedi quando entri in ospedale e l’ultimo a lasciarti quando stai per uscire. È una figura fondamentale in ogni percorso di cura, ma anche una delle professioni sanitarie più richieste in Italia. Se stai cercando una laurea che unisca competenze scientifiche, pratica clinica e attenzione alla persona, studiare infermieristica potrebbe essere la scelta giusta per te.

In questo articolo ti raccontiamo tutto: come funziona il corso, come si accede, quali sono gli sbocchi lavorativi e cosa cambia con la nuova riforma dell’accesso a Medicina.

Un lavoro che non conosce crisi

Il bisogno di infermieri è alto in tutta Europa, ma in Italia la carenza è ormai strutturale: il Servizio Sanitario Nazionale ha un fabbisogno stimato di oltre 6.000 unità in più, e il divario tende ad allargarsi con l’invecchiamento della popolazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale. Per chi si laurea in questo ambito, le opportunità di inserimento lavorativo sono molto concrete e spesso immediate.

Il corso di laurea in Infermieristica: struttura e contenuti

Laurea triennale con un forte orientamento pratico

Infermieristica è un corso di laurea triennale (classe L/SNT1 – Professioni sanitarie, infermieristiche e professione sanitaria ostetrica) organizzato in modo da integrare fin da subito le lezioni teoriche con l’attività pratica nei reparti ospedalieri o nei servizi sanitari territoriali.

Ogni anno prevede:

  • lezioni frontali e attività seminariali;
  • laboratori e simulazioni cliniche;
  • tirocini professionalizzanti con tutor dedicati;
  • esami scritti, orali e prove pratiche.

Cosa si studia

Il corso di laurea in Infermieristica è pensato per fornire una formazione completa, che unisce solide basi scientifiche a competenze tecnico-professionali e relazionali. Il piano di studi copre un ampio spettro di discipline, distribuite tra insegnamenti teorici, laboratori pratici e tirocini clinici. L’obiettivo è preparare professionisti in grado di prendersi cura della persona in modo globale, in ogni fase del percorso di salute.

Tra le materie scientifiche di base troviamo:

  • anatomia umana, fisiologia e patologia, per comprendere il funzionamento dell’organismo e i principali meccanismi delle malattie;
  • microbiologia e igiene, fondamentali per la prevenzione delle infezioni e la promozione della salute;
  • farmacologia, per conoscere le classi di farmaci più comuni, il loro uso, le interazioni e gli effetti collaterali.

Accanto a queste, si approfondiscono materie specifiche dell’area infermieristica:

  • scienze infermieristiche generali e cliniche, che insegnano come valutare i bisogni del paziente, pianificare l’assistenza, attuare interventi mirati e verificarne l’efficacia;
  • tecniche assistenziali, come la somministrazione di farmaci, il posizionamento di dispositivi medici, la gestione delle ferite e l’assistenza ai pazienti non autosufficienti;
  • gestione del rischio clinico e sicurezza del paziente, per prevenire errori, garantire la qualità delle cure e lavorare in sicurezza.

Un ruolo importante è riservato alle discipline psico-sociali:

  • psicologia e sociologia della salute, per comprendere il vissuto della malattia, comunicare in modo efficace e gestire situazioni delicate con empatia e professionalità;
  • etica e deontologia, che aiutano a riflettere sul significato del prendersi cura, sui dilemmi morali e sulla responsabilità dell’infermiere nei confronti del paziente e della comunità.

Infine, si studia anche l’organizzazione del sistema sanitario:

  • economia sanitaria e organizzazione dei servizi, per capire come funzionano le strutture sanitarie, quali sono i ruoli dei diversi operatori e come collaborare in équipe multidisciplinari.

Il tirocinio, cuore del percorso

Il tirocinio è uno degli aspetti più caratterizzanti e importanti del corso di laurea in Infermieristica. Rappresenta circa un terzo dell’intero percorso formativo e consente agli studenti di sperimentare sul campo ciò che apprendono in aula, mettendosi alla prova in contesti reali, sotto la guida di tutor esperti.

In totale, nel triennio, sono previste almeno 2.300 ore di tirocinio clinico, come stabilito dagli standard ministeriali. Queste ore si svolgono progressivamente in strutture ospedaliere, ambulatori, residenze sanitarie assistenziali, servizi territoriali e domiciliari, a seconda dell’anno di corso e degli obiettivi formativi.

Il tirocinio inizia già dal primo anno e cresce in intensità e responsabilità con il passare dei semestri. Ogni studente è affiancato da un tutor clinico, che supervisiona il percorso e favorisce lo sviluppo delle competenze professionali. Le attività includono:

  • osservazione e assistenza diretta al paziente,
  • apprendimento delle principali tecniche infermieristiche,
  • gestione delle relazioni con l’équipe e con i pazienti,
  • esercitazioni su casi clinici e situazioni complesse.

Oltre all’esperienza sul campo, sono previste anche attività di debriefing, simulazione e riflessione guidata, fondamentali per rielaborare quanto vissuto durante il tirocinio e per consolidare l’identità professionale.

Come si accede al corso: test, posti e sedi

Numero programmato e test d’ingresso

Infermieristica è un corso a numero chiuso: per accedervi è necessario superare un test di ammissione con domande di logica, cultura generale, biologia, chimica, matematica e fisica. Si tratta di una prova molto selettiva che richiede una preparazione solida e accurata per raggiungere la quale è bene studiare su manuali specifici o frequentare un corso di formazione ad hoc.

Quanti posti ci sono?

Per l’anno accademico 2024/2025 i posti a bando per Infermieristica sono stati 20.435, distribuiti su 48 corsi di laurea attivi in 241 sedi in tutta Italia. Il rapporto domande/posti è stato di 1,0, trai i più bassi delle Professioni sanitarie, segno di un buon equilibrio tra domanda e offerta formativa.

Le prospettive dopo la laurea: lavoro e specializzazioni

Tasso di occupazione elevato

Secondo Almalaurea, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea triennale in Infermieristica è del 77%, ben al di sopra della media di altre lauree triennali. La domanda è alta sia nel settore pubblico che in quello privato.

Dove si può lavorare?

Gli infermieri trovano impiego in:

  • ospedali pubblici e privati;
  • ambulatori specialistici;
  • case di cura e RSA;
  • servizi di emergenza e pronto soccorso;
  • medicina del lavoro;
  • assistenza domiciliare (ADI);
  • centri di salute mentale;
  • scuole, carceri e consultori.

Le opportunità di crescita

Dopo la laurea triennale e l’abilitazione alla professione, il percorso dell’infermiere non si ferma: sono molte le possibilità per specializzarsi, avanzare di ruolo o cambiare ambito professionale, sia nel pubblico che nel privato.

Laurea magistrale e carriera dirigenziale

Chi desidera approfondire le proprie competenze o ricoprire ruoli di coordinamento può iscriversi alla laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche (classe LM/SNT1). Questo percorso biennale consente di:

  • accedere a posizioni organizzative e gestionali (es. coordinatore infermieristico, case manager);
  • insegnare nei corsi di laurea delle professioni sanitarie;
  • partecipare a progetti di ricerca clinico-assistenziale;
  • concorrere a ruoli apicali nelle aziende sanitarie (es. direzione delle professioni sanitarie).

Master e corsi di alta formazione

Esistono numerosi master di I livello, attivati da università e enti formativi pubblici o privati, che permettono di acquisire competenze specialistiche in ambiti specifici, tra cui:

  • infermieristica in area critica (terapia intensiva, pronto soccorso);
  • infermieristica pediatrica o neonatale;
  • oncologia, geriatria, salute mentale;
  • wound care (trattamento delle lesioni cutanee);
  • infermieristica legale e forense;
  • gestione del rischio clinico e qualità dei servizi.

Questi master sono molto utili anche per prepararsi a concorsi pubblici o per lavorare in reparti specializzati ad alta complessità.

Formazione continua obbligatoria (ECM)

Come tutte le professioni sanitarie, anche l’infermiere è tenuto ad aggiornarsi attraverso il sistema ECM (Educazione Continua in Medicina). I crediti formativi vengono maturati partecipando a corsi, convegni, webinar, attività pratiche e-learning, e rappresentano una garanzia di qualità per il paziente e il sistema sanitario.

Lavoro all’estero

La laurea in Infermieristica conseguita in Italia è riconosciuta in tutta l’Unione Europea e in molti altri Paesi del mondo, anche grazie alla forte componente pratica e alla preparazione scientifica dei corsi italiani. Molti infermieri scelgono di lavorare all’estero, soprattutto in Germania, Svizzera, Regno Unito e paesi scandinavi, dove la figura dell’infermiere ha un elevato riconoscimento professionale ed economico.

Il lavoro in Italia: tra pubblico, privato e nuove frontiere assistenziali

In Italia, la maggior parte degli infermieri lavora all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), accedendo attraverso concorsi pubblici banditi periodicamente dalle ASL, dalle aziende ospedaliere e dagli enti regionali. Questi concorsi permettono di ottenere incarichi a tempo determinato o indeterminato, e spesso offrono opportunità di progressione interna nel tempo.

Accanto al settore pubblico, ci sono molte possibilità anche nel privato accreditato (ospedali convenzionati, cliniche specialistiche, strutture riabilitative) e in ambiti più recenti come:

  • assistenza domiciliare (ADI) e cure palliative,
  • cooperative e servizi di emergenza-urgenza,
  • telemedicina e infermieristica di comunità,
  • ambulatori infermieristici autonomi, per attività come la gestione di terapie, medicazioni, educazione sanitaria.

Negli ultimi anni, inoltre, si sta rafforzando il ruolo dell’infermiere di famiglia e comunità, figura prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che opera sul territorio per seguire pazienti cronici, anziani fragili e famiglie, svolgendo un lavoro di prevenzione e continuità assistenziale a stretto contatto con medici di base e servizi sociali.

Cosa cambia con la riforma di Medicina

A partire dall’anno accademico 2025/2026, l’accesso a Medicina non prevede più il test nazionale iniziale: il primo semestre sarà aperto a tutti, ma per accedere al secondo semestre servirà superare tutti gli esami previsti e posizionarsi in una graduatoria nazionale di merito.

Chi non rientra in graduatoria potrà però proseguire gli studi in un corso “affine” tra quelli indicati dal Ministero, tra cui proprio Infermieristica. I CFU acquisiti saranno riconosciuti e permetteranno di continuare il percorso senza perdere tempo o esami già superati.

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