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Se ti interessa l’ambito sanitario, ma non vuoi diventare medico, esistono professioni tecniche altamente specializzate, fondamentali per il funzionamento degli ospedali. Una di queste è il tecnico di neurofisiopatologia: una figura esperta, precisa e molto richiesta. Ma in cosa consiste il suo lavoro? Quali studi servono per diventarlo? E quali sono le reali possibilità occupazionali dopo la laurea?
Cosa trovi in questo articolo
Chi è e cosa fa il tecnico di neurofisiopatologia
Il tecnico di neurofisiopatologia è un professionista sanitario che si occupa di effettuare esami diagnostici sul sistema nervoso centrale e periferico. Lavora in collaborazione con neurologi, neurochirurghi e anestesisti e utilizza strumenti sofisticati per registrare l’attività elettrica cerebrale, muscolare e dei nervi.
Gli esami che esegue includono:
- elettroencefalogramma (EEG),
- elettromiografia (EMG),
- potenziali evocati,
- monitoraggio intraoperatorio durante interventi neurochirurgici.
È un ruolo ad alta responsabilità, che richiede concentrazione, conoscenze tecniche e grande attenzione al paziente.
Come si diventa tecnico di neurofisiopatologia
Per diventarlo è necessario conseguire la laurea triennale in Tecniche di neurofisiopatologia, appartenente alla classe delle lauree sanitarie tecniche. L’accesso è a numero programmato e richiede il superamento di un test di ingresso nazionale, al quale ci si può preparare con manuali specifici o corsi di formazione ad hoc.
Il corso unisce teoria (neurofisiologia, anatomia, biofisica) e tanta pratica: già durante gli studi si svolgono numerosi tirocini in reparti neurologici e neurochirurgici.
Dove si studia: le università che offrono il corso
Il corso di laurea in Tecniche di neurofisiopatologia è attivo in 14 università italiane, per un totale di 190 posti disponibili nel 2025.
Ecco alcune delle sedi che lo offrono:
- Università di Torino
- Università di Genova
- Università degli studi di Milano
- Università la Sapienza di Roma
- Università di Napoli Federico II
- Università di Messina
- Università di Verona
- Università di Catanzaro (riattivato nel 2024)
È difficile entrare? I dati su domande e posti
Nel 2024 il corso ha registrato 249 domande per 190 posti, con un rapporto D/P pari a 1,3. Questo significa che, in media, per ogni posto disponibile ci sono 1,3 candidati. Un dato stabile rispetto al 2023, che rende il corso competitivo ma più accessibile rispetto ad altre professioni sanitarie come Fisioterapia (D/P 6,6) o Logopedia (D/P 4,2).
Cosa si studia nel corsi di laurea in Tecniche di neurofisiopatologia
Il corso di laurea triennale in Tecniche di neurofisiopatologia combina una solida preparazione teorica nelle discipline biomediche con un’intensa attività pratica e laboratoriale. Durante il primo anno si affrontano materie di base come anatomia, fisiologia, biochimica e fisica, fondamentali per comprendere il funzionamento del sistema nervoso.
Nel secondo anno si entra nel vivo della formazione specialistica con corsi di neurofisiologia clinica, neurologia, neuropsichiatria infantile e tecniche strumentali, mentre il terzo anno è dedicato all’approfondimento delle metodiche diagnostiche (come EEG, EMG, potenziali evocati) e allo svolgimento di tirocini clinici avanzati, spesso in sale operatorie o reparti neurologici.
Una parte importante del percorso è rappresentata proprio delle attività di tirocinio, che si svolgono in strutture sanitarie convenzionate: qui lo studente impara a utilizzare in modo autonomo le apparecchiature diagnostiche e a relazionarsi con il paziente, sotto la supervisione di tutor esperti.
Sbocchi lavorativi e occupazione
Il tecnico di neurofisiopatologia può lavorare:
- in ospedali pubblici e privati,
- in IRCCS (Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico,
- in centri neurologici e laboratori specializzati.
Secondo i dati Almalaurea, a un anno dalla laurea l’81% dei laureati in Tecniche di neurofisiopatologia risulta occupato, uno dei tassi più alti tra le professioni sanitarie.
Perché scegliere questa professione
Se ti affascinano il cervello, le tecnologie mediche e desideri una professione concreta, tecnica, ma anche di relazione, questa potrebbe essere la tua strada. Il lavoro è vario, mai banale, e puoi davvero fare la differenza della diagnosi e nella cura di patologie neurologiche complesse.
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