Partire per l’Erasmus è una di quelle esperienze che possono cambiare molto il modo in cui vivi l’università. Per qualche mese studi in un altro Paese, conosci persone nuove, impari a cavartela da solo o da sola e ti confronti con un sistema universitario diverso da quello a cui sei abituato.
Ma proprio perché le novità sono tante, l’inizio può essere un po’ disorientante. Dove conviene cercare casa? Come organizzare le spese? Come gestire lezioni ed esami? E come evitare di passare tutto il tempo solo con altri studenti italiani?
Se stai per partire, questi consigli possono aiutarti a organizzarti meglio e a sfruttare davvero l’esperienza.
Se invece sei ancora nella fase in cui stai cercando di capire come funziona il programma, come si presenta la domanda e quali sono i requisiti, puoi leggere la nostra guida completa all’Erasmus.
1. Informati sulla città prima di partire
Non devi conoscere già ogni strada o avere un programma dettagliato per i mesi successivi, ma arrivare con qualche informazione in più può rendere molto più semplici i primi giorni.
Prima della partenza cerca di capire:
- dove si trova l’università e in quale sede seguirai i corsi;
- quali quartieri sono più comodi per studenti e studentesse;
- come funzionano i trasporti pubblici;
- qual è indicativamente il costo della vita;
- dove si trovano supermercati, biblioteche, palestre e altri servizi che potrebbero servirti.
Può sembrare un dettaglio, ma conoscere un po’ la città prima di arrivare ti aiuta anche nella scelta dell’alloggio e nella gestione del budget.
2. Cerca casa con attenzione
L’alloggio è una delle decisioni più importanti dell’Erasmus, soprattutto perché incide sia sulle spese sia sulla qualità della vita quotidiana.
Non valutare soltanto il prezzo. Controlla anche la distanza dall’università, i collegamenti con i mezzi pubblici, le condizioni della casa e quali spese sono comprese nell’affitto.
Se scegli una stanza in un appartamento condiviso, considera anche il tipo di esperienza che vuoi fare. Vivere con altri studenti internazionali o locali può essere un buon modo per conoscere persone e usare più spesso una lingua straniera.
Fai inoltre attenzione agli annunci poco chiari e alle richieste di pagamento anticipate senza sufficienti garanzie. Quando possibile, affidati ai canali consigliati dall’università ospitante, alle residenze universitarie o a piattaforme affidabili.
3. Prepara un budget realistico
La borsa Erasmus è un aiuto economico, ma non sempre copre tutte le spese della permanenza all’estero.
Prima di partire prova quindi a fare una stima delle principali uscite mensili:
- affitto;
- utenze;
- trasporti;
- spesa;
- materiale universitario;
- telefono e internet;
- tempo libero;
- viaggi;
- eventuali spese impreviste.
Il costo della vita può cambiare molto da una città all’altra. Per questo è utile farsi un’idea realistica delle spese prima di partire e tenere sempre un piccolo margine per gli imprevisti.
Una volta arrivato o arrivata, dopo le prime settimane potrai aggiustare il budget sulla base delle tue spese reali.
4. Sistema subito le questioni universitarie
Nei primi giorni è facile farsi assorbire dalla città, dalle nuove conoscenze e dalle attività organizzate per gli studenti internazionali. Ma conviene dedicare un po’ di tempo anche alla parte universitaria.
Controlla subito:
- orari e aule dei corsi;
- eventuali modifiche agli insegnamenti scelti;
- modalità di frequenza;
- sistema di valutazione;
- date e modalità degli esami;
- piattaforme online utilizzate dall’ateneo;
- contatti dell’ufficio internazionale.
Se devi modificare il Learning Agreement, meglio farlo il prima possibile e verificare che i cambiamenti siano compatibili con il riconoscimento degli esami da parte della tua università italiana.
5. Capisci subito come si studia nella nuova università
Studiare all’estero non significa soltanto seguire lezioni in un’altra lingua. Potresti trovarti davanti a un modo di fare università molto diverso da quello a cui sei abituato.
Alcuni corsi possono prevedere più lavori di gruppo, presentazioni, attività durante il semestre o prove intermedie. In altri casi la frequenza può avere un peso maggiore oppure l’esame finale può essere organizzato in modo diverso rispetto all’Italia.
Cerca di capire fin dalle prime settimane come viene valutato ogni corso. Ti sarà molto più facile organizzare lo studio senza arrivare alla fine del semestre con troppe cose da recuperare.
6. Usa davvero la lingua
Uno dei vantaggi dell’Erasmus è la possibilità di usare una lingua straniera ogni giorno. Non serve aspettare di sentirsi perfettamente sicuri per iniziare a parlare. Anzi, spesso è proprio l’uso quotidiano della lingua a fare la differenza.
Puoi approfittare dei corsi linguistici organizzati dall’università, partecipare a tandem linguistici oppure cercare occasioni per parlare con studenti locali e internazionali.
Non fissarti troppo sugli errori. L’obiettivo non è parlare in modo perfetto, ma riuscire a comunicare sempre meglio.
7. Non frequentare soltanto italiani
Quando arrivi in una città nuova è naturale cercare persone che parlano la tua lingua. Può essere rassicurante, soprattutto nei primi giorni. Il rischio, però, è rimanere dentro una piccola “bolla italiana” e usare poco la lingua straniera.
Non significa evitare gli altri italiani, naturalmente. Piuttosto, prova ad allargare il gruppo e a frequentare anche studenti del Paese ospitante o provenienti da altre parti del mondo. È uno dei modi migliori per conoscere abitudini diverse, migliorare la lingua e rendere l’Erasmus un’esperienza davvero internazionale.
8. Partecipa alla vita universitaria
Molte università organizzano attività specifiche per chi arriva dall’estero: welcome week, eventi, visite, gruppi sportivi, associazioni studentesche, buddy programme e incontri tra studenti internazionali. Partecipare soprattutto all’inizio può aiutarti a conoscere persone molto più velocemente.
Puoi anche cercare le attività organizzate dalle associazioni Erasmus della città, che spesso propongono eventi, iniziative culturali e occasioni di socialità.
Non è necessario partecipare a tutto. Scegli quello che ti interessa davvero, ma cerca di non isolarti soprattutto nelle prime settimane.
9. Viaggia, ma non trasformare l’Erasmus in una corsa alle città europee
Essere all’estero rende spesso più semplice visitare nuovi posti e molte persone associano l’Erasmus anche ai viaggi.
Se hai tempo e budget, è sicuramente una buona occasione per scoprire altre città. Ma non serve riempire ogni weekend.
Vivere bene l’Erasmus significa anche conoscere davvero il posto in cui ti trovi: avere i tuoi luoghi preferiti, scoprire quartieri meno turistici, frequentare persone del posto e costruire una quotidianità. Non è il numero di città visitate a determinare quanto hai sfruttato l’esperienza.
10. Metti in conto qualche momento difficile
L’Erasmus viene spesso raccontato come un periodo fatto soltanto di viaggi, feste, nuove amicizie e libertà.
Nella realtà possono esserci anche momenti meno semplici: nostalgia di casa, difficoltà con la lingua, problemi con l’alloggio, esami più impegnativi del previsto o la sensazione di non esserti ancora ambientato. Soprattutto all’inizio, serve un po’ di tempo per costruire una nuova routine.
Se qualcosa non funziona, non pensare subito che l’esperienza sia stata una scelta sbagliata. Cerca di capire che cosa puoi cambiare, chiedi aiuto all’università quando serve e concediti il tempo necessario per adattarti.
Il modo migliore per vivere l’Erasmus? Non cercare di fare tutto
Non esiste un unico modo giusto di vivere l’Erasmus.
Per alcune persone l’aspetto più importante sarà migliorare una lingua, per altre conoscere nuovi amici, viaggiare, studiare materie diverse o semplicemente imparare a vivere lontano da casa.
Non serve riempire ogni giornata o cercare di trasformare ogni settimana in un’esperienza memorabile. Molto spesso le cose che rimangono di più sono proprio quelle quotidiane: imparare a orientarsi in una nuova città, riuscire a seguire una lezione in un’altra lingua, preparare un esame con persone conosciute da poco o sentirsi finalmente a casa anche a migliaia di chilometri di distanza.
Ed è probabilmente questo il valore più grande dell’Erasmus: tornare con qualche esame in più, ma soprattutto con molta più autonomia.