Il nuovo decreto sul semestre filtro di Medicina 2026 è stato pubblicato. Dopo la prima applicazione della riforma, il Ministero dell’Università e della Ricerca conferma l’impianto generale del nuovo sistema di accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, ma introduce alcune novità importanti rispetto al 2025.
Il punto di partenza resta lo stesso: non c’è più un test d’ingresso iniziale unico nazionale. L’accesso al primo semestre dei corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è libero, ma la selezione avviene dopo, attraverso gli esami del semestre filtro e la graduatoria nazionale.
Rispetto allo scorso anno, però, cambiano alcuni aspetti molto concreti: il calendario delle lezioni, le date delle prove, la durata degli esami, la composizione delle domande e il funzionamento della graduatoria.
Vediamo nel dettaglio cosa prevede il nuovo decreto e cosa significa per chi vuole iscriversi a Medicina nel 2026.
Esami a dicembre e gennaio
Il nuovo calendario sembra rispondere a una criticità emersa nel 2025: troppo poco tempo per prepararsi a prove decisive; le prove d’esame, infatti, vengono spostate più avanti.
Il decreto prevede una sessione d’esame con due prove:
- la prima prova si svolge il 10 dicembre 2026 (nel 2025 era stata il 20 novembre);
- la seconda prova si svolge l’11 gennaio 2027 (il 10 dicembre nel 2025).
In pratica, gli studenti avranno più tempo prima della prima prova e potranno usare anche la pausa natalizia per prepararsi alla seconda. È un cambiamento importante, soprattutto perché gli esami del semestre filtro non sono semplici prove intermedie: i risultati incidono direttamente sulla possibilità di accedere al secondo semestre.
Le materie restano Biologia, Chimica e Fisica
Il decreto 2026 non cambia le materie del semestre filtro.
Gli insegnamenti restano tre:
- Biologia;
- Chimica e propedeutica biochimica;
- Fisica.
A ciascun insegnamento sono assegnati 6 CFU, per un totale di 18 CFU.
Sono le stesse tre aree scientifiche previste dalla riforma e già presenti nel semestre filtro 2025. La selezione continua quindi a basarsi su queste materie, che rappresentano il primo vero banco di prova per chi vuole proseguire a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria.
Nelle scorse settimane il MUR ha pubblicato i nuovi syllabus 2026, cioè i programmi ufficiali di Biologia, Chimica e Fisica. La pubblicazione del decreto completa ora il quadro organizzativo.
Per approfondire i contenuti delle tre materie, puoi leggere il nostro articolo dedicato ai nuovi syllabus di Medicina 2026.
Cambia la gestione della rinuncia/rifiuto del voto
Nel 2025 lo studente poteva rinunciare alla votazione ottenuta in ciascun esame per sostenere di nuovo l’esame all’appello successivo. Nel 2026 il sistema è più definito: se lo studente sostiene entrambe le prove dello stesso insegnamento, prevale automaticamente il punteggio più alto, purché pari o superiore a 18. Questo cambia di molto la logica di gestione del punteggio.
Prove più lunghe: 50 minuti invece di 45
Un’altra novità riguarda la durata degli esami. Nel 2025 ogni prova durava 45 minuti. Nel 2026, invece, per ciascun insegnamento sono previsti 50 minuti.
Il tempo aumenta quindi di 5 minuti per ogni prova. Può sembrare una differenza piccola, ma in un esame con domande a risposta multipla e a completamento può avere un peso concreto: più tempo per leggere meglio i quesiti, ragionare sulle risposte, controllare i calcoli e gestire le domande più difficili.
Anche questa modifica sembra andare nella direzione di una prova un po’ meno compressa rispetto al 2025, senza però abbassare il livello della selezione.
Cambia la composizione delle domande
Le domande restano 31 per ogni prova, ma cambia la loro distribuzione.
Nel 2025 ciascun esame prevedeva:
- 15 domande a risposta multipla;
- 16 domande a completamento.
Nel 2026, invece, ogni prova prevede:
- 21 domande a risposta multipla;
- 10 domande a completamento.
Il numero complessivo delle domande non cambia, ma aumenta il peso delle domande a risposta multipla e diminuisce quello delle domande a completamento.
Come funziona la graduatoria in tre sezioni
La novità più rilevante riguarda probabilmente la graduatoria. Nel 2026 il sistema cambia: la graduatoria nazionale è divisa in tre sezioni.
- Nella prima sezione entrano gli studenti che hanno ottenuto almeno 18/30 in tutti e tre gli esami.
- Nella seconda sezione entrano gli studenti che hanno ottenuto almeno 18/30 in due esami su tre.
- Nella terza sezione entrano gli studenti che hanno ottenuto almeno 18/30 in uno solo dei tre esami.
Questo non significa che si possa accedere al secondo semestre con un solo esame superato. Il punto è diverso: come avvenuto nel 2025, anche chi supera uno o due esami può essere inserito in graduatoria, ma dovrà completare i CFU mancanti prima dell’immatricolazione al secondo semestre, se risulterà in posizione utile.
Il punteggio delle tre sezioni
Il decreto assegna un peso diverso alle tre sezioni della graduatoria.
Gli studenti della prima sezione, cioè quelli che hanno superato tutti e tre gli esami, vengono collocati in graduatoria con un punteggio dato da 300 punti più la somma dei punteggi ottenuti e accettati negli esami.
Gli studenti della seconda sezione, cioè quelli che hanno superato due esami, vengono collocati con 200 punti più la somma dei punteggi dei due esami superati.
Gli studenti della terza sezione, cioè quelli che hanno superato un solo esame, vengono collocati con 100 punti più il punteggio dell’esame superato.
Questo sistema mantiene una gerarchia chiara: chi supera tutti e tre gli esami resta avvantaggiato rispetto a chi ne supera due o uno. Allo stesso tempo, però, il decreto introduce una possibilità in più per chi non completa subito tutti gli esami, ma riesce comunque a ottenere un risultato utile in graduatoria.
Sede del semestre filtro e sedi per cui si concorre: cosa cambia
Un’altra novità riguarda la scelta delle sedi. Nel 2025 la sede scelta per frequentare il semestre filtro doveva coincidere con la prima sede indicata per la prosecuzione degli studi in caso di collocazione utile in graduatoria.
Nel 2026 questo vincolo cambia. Lo studente deve indicare l’ateneo in cui vuole frequentare il semestre filtro, ma questa scelta non deve necessariamente coincidere con una delle sedi per cui concorre ai fini dell’assegnazione finale.
È una modifica pratica importante, perché distingue due momenti diversi:
- dove frequento il semestre filtro;
- per quali sedi concorro nella graduatoria nazionale.
All’atto dell’iscrizione, lo studente deve indicare almeno 10 sedi del corso di laurea magistrale a ciclo unico per cui intende concorrere. Deve inoltre indicare le sedi del corso affine, nel caso in cui non riesca a collocarsi in posizione utile per proseguire a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria.
Questa maggiore flessibilità può aiutare chi ha esigenze logistiche diverse tra il primo semestre e l’eventuale prosecuzione del percorso.
Contributo di iscrizione: 250 euro
Il decreto 2026 disciplina anche il contributo forfettario per l’iscrizione al semestre filtro. Per iscriversi, le università possono richiedere un contributo uniforme a livello nazionale pari a 250 euro, salvo i casi di esonero totale o parziale previsti dalla normativa sulle tasse universitarie.
Il pagamento del contributo è necessario per perfezionare l’iscrizione. Questo significa che compilare la domanda su Universitaly non basta: se il pagamento non viene effettuato entro i termini previsti, lo studente non è considerato iscritto al semestre filtro.
Anche questo è un punto da tenere d’occhio con attenzione, perché riguarda direttamente la procedura di iscrizione.
Corsi affini aggiornati
Il decreto conferma anche il ruolo dei corsi affini. Al momento dell’iscrizione al semestre filtro, lo studente si iscrive contemporaneamente a un corso di Medicina, Odontoiatria o Veterinaria e a un corso affine, cioè un percorso alternativo di area biomedica, sanitaria, farmaceutica o veterinaria.
Questa seconda scelta serve nel caso in cui lo studente non riesca a collocarsi in posizione utile per accedere al secondo semestre del corso principale.
I corsi affini comprendono, tra gli altri:
- Biotecnologie;
- Scienze biologiche;
- Farmacia e Farmacia industriale;
- Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali;
- alcuni corsi delle Professioni sanitarie.
Per l’anno accademico 2026/2027, tra i corsi delle Professioni sanitarie indicati nel decreto rientrano Assistenza sanitaria, Educazione professionale, Infermieristica, Podologia, Tecniche audiometriche, Tecniche audioprotesiche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Terapia occupazionale e Tecniche di laboratorio biomedico. Nel 2025 erano inclusi, tra gli altri, Ortottica, Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria, Tecniche di neurofisiopatologia e Tecniche ortopediche che ora spariscono dalla lista nella quale viene inserito quest’anno Tecniche di laboratorio biomedico.
Chi ha già frequentato il semestre filtro deve rifrequentare?
Il decreto conferma che ci si può iscrivere al semestre filtro per un massimo di tre volte, anche in anni accademici non consecutivi.
C’è però una novità importante per chi ha già frequentato il semestre filtro in un precedente anno accademico: in caso di nuova iscrizione, lo studente è esonerato dagli obblighi di frequenza.
Questo significa che chi riprova non deve necessariamente rifrequentare le lezioni, anche se dovrà comunque sostenere gli esami previsti.
È un punto utile soprattutto per chi ha già seguito il semestre filtro nel 2025 e vuole tentare di nuovo nel 2026.
Come prepararsi al semestre filtro Medicina 2026
Il nuovo calendario dà più tempo, ma proprio per questo è importante usarlo bene.
La preparazione al semestre filtro non può ridursi a un ripasso veloce prima degli esami. Serve un lavoro progressivo su Biologia, Chimica e Fisica, alternando teoria, esercizi e simulazioni.
I libri Alpha Test aggiornati ai nuovi syllabus aiutano a organizzare lo studio delle tre materie, ripassare la teoria e allenarsi con quesiti mirati. I corsi Alpha Test dedicati a Medicina offrono invece un percorso guidato, con docenti, lezioni, esercitazioni e strumenti per seguire la preparazione con continuità.
L’obiettivo non è solo “studiare tanto”, ma studiare in modo ordinato: capire quali argomenti affrontare, in che ordine, con quali esercizi e con quali tempi di ripasso.