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Se sogni di lavorare nell’ambito sanitario, ma vuoi farlo a stretto contatto con le persone, accompagnandole nella loro quotidianità e aiutandole a migliorare la propria vita, potresti trovare nella figura dell’educatore professionale la strada giusta per te.

In questo articolo vedremo chi è, cosa fa, dove lavora e come si diventa educatore professionale. E se stai pensando di iscriverti a Medicina, c’è una buona notizia: questo corso fa parte delle opzioni affini previste dalla nuova riforma 2025.

È una professione sanitaria

Partiamo da qui: l’educatore professionale è a tutti gli effetti una professione sanitaria, riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale. Non va confuso con l’educatore socio-pedagogico, che ha un’altra formazione e opera in ambiti diversi.

L’educatore professionale lavora con persone che vivono situazioni di fragilità, come disabilità, dipendenze, disturbi psichiatrici, disagio sociale. Il suo ruolo è favorire il benessere, l’autonomia e l’inclusione di queste persone nella società.

Cosa fa l’educatore professionale

Il lavoro dell’educatore professionale è pratico, concreto, spesso costruito su misura in base ai bisogni di ogni persona. Non si limita all’ascolto o all’assistenza, ma progetta e realizza interventi educativi e riabilitativi.

Ecco alcuni esempi delle sue attività:

  • organizza laboratori (creativi, sportivi, espressivi) per stimolare abilità e relazioni;
  • accompagna le persone in attività quotidiane (spesa, spostamenti, gestione della casa);
  • costruisce percorsi personalizzati per il reinserimento sociale, scolastico o lavorativo;
  • lavora a stretto contatto con équipe multidisciplinari formate da medici, psicologi, infermieri e assistenti sociali;
  • supporta minori, adulti o anziani in contesti comunitari o domiciliari.

È un lavoro che unisce relazione, progettualità e presenza costante nella vita delle persone, anche nei momenti più difficili.

Fa parte dei corsi affini a Medicina

Dal 2025, con l’entrata in vigore della nuova riforma sull’accesso a Medicina, non c’è più un test di ingresso unico nazionale. Tutti possono iscriversi al primo semestre (il cosiddetto semestre filtro), ma per accedere al secondo semestre servirà superare gli esami previsti e ottenere i CFU richiesti, classificandosi in una graduatoria nazionale.

E qui entra in gioco l’educatore professionale: è uno dei corsi affini che puoi indicare come seconda scelta al momento dell’iscrizione.

Cosa significa? Che se non entri in graduatoria per Medicina, ma superi gli esami del primo semestre, potrai proseguire direttamente nel corso di Educazione professionale, sfruttando i CFU già ottenuti. Una possibilità concreta per rimanere nell’area sanitaria e fare un lavoro altrettanto importante e gratificante.

Dove lavora un educatore professionale

Gli sbocchi lavorativi sono tanti e variegati. L’educatore professionale può trovare impiego in:

  • strutture sanitarie pubbliche, come centri di salute mentale, residenze sanitarie assistite, reparti psichiatrici, comunità terapeutiche;
  • servizi territoriali per disabili, minori, adulti in difficoltà;
  • comunità educative, centri di accoglienza e case famiglia;
  • cooperative sociali, fondazioni e ONG, anche in ambito internazionale;
  • servizi domiciliari e progetti scolastici o di inclusione sociale.

È una figura molto richiesta in contesti dove c’è bisogno di relazione, supporto e accompagnamento educativo.

Come si diventa educatore professionale

Per diventare educatore professionale serve una laurea triennale in Educazione professionale, appartenente alla classe L/SNT2 (Professioni sanitarie della riabilitazione). Questo corso si trova in molte facoltà di Medicina e ha accesso a numero programmato.

Per accedervi bisogna superare un test di ammissione, su quesiti di logica, cultura generale, comprensione del testo, biologia, chimica, matematica e fisica.

Puoi prepararti al test utilizzando manuali specifici, simulazioni online e corsi come quelli proposti da Alpha Test.

Dopo la laurea, si può iniziare a lavorare subito oppure scegliere di proseguire con un master o un corso di perfezionamento, ad esempio in ambito educativo-clinico, psichiatrico, penitenziario o delle dipendenze.

Opportunità e prospettive

Quella dell’educatore professionale è una figura molto richiesta, soprattutto in alcune aree del Paese e in contesti residenziali, dove è indispensabile avere personale preparato e capace di costruire relazioni significative.

Secondo i dati AlmaLaurea, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è buono e cresce ulteriormente nei 3-5 anni successivi. È un lavoro dinamico, relazionale e con grande impatto sociale, ideale per chi sente una vocazione al lavoro educativo e alla cura della persona.

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