Com’è fatto l’esame di Fisica
Per la prova di Fisica del semestre aperto è prevista una struttura con domande a risposta multipla e domande a completamento. Questo significa che non basta riconoscere la risposta corretta tra più opzioni: bisogna anche saper svolgere i calcoli, usare bene le formule, controllare le unità di misura e arrivare al risultato con precisione.
Le domande a scelta multipla valutano la comprensione dei concetti, ma anche l’attenzione ai dettagli e la capacità di ragionamento. Un buon consiglio è leggere prima la domanda, provare a formulare mentalmente la risposta e solo dopo consultare le opzioni: questo ti aiuta a evitare di farti confondere da risposte simili ma scorrette.
Le domande a completamento richiedono una preparazione ancora più accurata: non troverai opzioni tra cui scegliere, ma dovrai scrivere direttamente la risposta corretta. Queste domande spaziano da definizioni precise a calcoli numerici, fino a espressioni simboliche e unità di misura. Queste domande premiano la precisione, la chiarezza e la capacità di ragionare in modo strutturato. Preparati scrivendo sempre le risposte per esteso, controllando le unità di misura e abituandoti a utilizzare il linguaggio scientifico corretto.
Servono quindi dimestichezza con calcoli, formule e unità, capacità di passare dalla teoria all’applicazione pratica, abitudine a scrivere risposte ordinate, complete e coerenti. Allenati con schede dedicate, simulazioni scritte e problemi aperti: più ti abitui a produrre risposte, più sarai preparato il giorno dell’esame.
Gli errori da evitare
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Il primo errore da evitare è studiare la teoria senza fare esercizi. In Fisica, capire un concetto significa anche saperlo usare. Se studi le leggi del moto ma non risolvi problemi, rischi di riconoscere gli argomenti ma non riuscire ad applicarli.
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Il secondo errore è trascurare le unità di misura. Molti esercizi si sbagliano per una conversione mancata, per una grandezza espressa nell’unità sbagliata o per un risultato non controllato. Abituati sempre a scrivere le unità nei passaggi: è un modo semplice per ridurre gli errori.
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Il terzo errore è memorizzare le formule senza capirle. Una formula non è una frase da imparare a memoria: è una relazione tra grandezze. Se non sai che cosa rappresentano quelle grandezze, rischi di usarla nel contesto sbagliato.
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Il quarto errore è sottovalutare meccanica dei fluidi e fisica delle radiazioni. Nel syllabus 2026 queste due aree hanno un peso leggermente maggiore rispetto all’anno precedente e sono molto collegate all’ambito biomedico. Conviene quindi inserirle presto nel piano di studio, senza lasciarle alla fine.
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Il quinto errore è rimandare termodinamica, elettricità e magnetismo. Sono argomenti che richiedono tempo, perché combinano teoria, formule ed esercizi. Affrontarli solo nelle ultime settimane può rendere lo studio molto più faticoso.
Con la riforma dell’accesso a Medicina, il test di ingresso è stato sostituito da un semestre filtro. I primi mesi del corso sono aperti a tutti, ma al termine si affrontano tre esami selettivi. Uno di questi è Fisica, una materia che richiede metodo, comprensione e tanto allenamento pratico.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato i nuovi Syllabus per l’anno accademico 2026/2027. Questi documenti indicano in modo ufficiale gli argomenti da studiare e gli obiettivi da raggiungere per ciascun insegnamento.
In questo articolo ci concentriamo sul syllabus di Fisica per il semestre filtro di Medicina: vedremo che cosa prevede il programma aggiornato, quali sono le principali novità rispetto al 2025 e come organizzare lo studio in modo efficace.
Cosa si studia: i grandi temi del Syllabus di Fisica
Il programma di Fisica per il semestre filtro di Medicina è organizzato in 7 unità didattiche, per un totale di 6 CFU.
1. Introduzione ai metodi della Fisica
La prima unità è dedicata agli strumenti di base della Fisica. Qui si lavora su notazione scientifica, grandezze fisiche, unità di misura, Sistema Internazionale, conversioni, grandezze scalari e vettoriali, funzioni trigonometriche elementari e operazioni con i vettori.
È una parte breve, ma molto importante. Spesso gli errori negli esercizi di Fisica non dipendono da un argomento “difficile”, ma da passaggi di base non abbastanza solidi: una conversione sbagliata, un’unità di misura dimenticata, un vettore trattato come uno scalare, una formula applicata senza controllare le dimensioni.
Per questo conviene non saltare questa sezione, anche se sembra introduttiva. È il punto da cui partire per costruire uno studio ordinato.
2. Meccanica
La meccanica è una delle parti centrali del programma. Comprende cinematica, dinamica, lavoro, energia, quantità di moto, sistemi di corpi, corpo rigido, momento torcente, equilibrio rotazionale e leve nel corpo umano.
Gli argomenti principali sono:
- moto rettilineo uniforme;
- moto uniformemente accelerato;
- caduta libera;
- moto parabolico;
- moto circolare uniforme;
- principi della dinamica;
- forza peso, attrito, tensione, forza elastica;
- lavoro, potenza, energia cinetica ed energia potenziale;
- conservazione dell’energia meccanica;
- quantità di moto e impulso;
- centro di massa;
- equilibrio rotazionale;
- leve nel corpo umano.
Questa parte è importante perché permette di collegare la Fisica a situazioni concrete: il movimento, l’equilibrio, le forze, il funzionamento delle leve nel corpo umano. Anche qui, però, la teoria da sola non basta. Dopo aver studiato un concetto, bisogna applicarlo subito a esercizi numerici e problemi guidati.
3. Meccanica dei fluidi
La meccanica dei fluidi è una delle sezioni da tenere d’occhio nel syllabus 2026. Rispetto al programma precedente, il suo peso aumenta leggermente e questo conferma l’importanza dell’argomento per le applicazioni biomediche.
Gli argomenti principali sono:
- pressione e densità;
- legge di Stevino;
- principio di Pascal;
- principio di Archimede;
- galleggiamento;
- strumenti per la misura della pressione;
- flusso e portata;
- moto laminare e turbolento;
- equazione di continuità;
- teorema di Bernoulli;
- viscosità;
- legge di Poiseuille;
- resistenze idrauliche;
- tensione superficiale;
- capillarità;
- legge di Laplace.
Questa parte è particolarmente collegata alla fisiologia. Pensiamo, per esempio, alla circolazione sanguigna, alle variazioni di pressione, alle stenosi, agli aneurismi, ai fenomeni di superficie e al comportamento dei fluidi nei sistemi biologici.
Per studiarla bene è utile partire dai concetti fisici, ma arrivare sempre alle applicazioni. Non basta sapere che cosa dice la legge di Poiseuille: bisogna capire che cosa succede se cambia il raggio di un vaso, se aumenta la viscosità o se varia la pressione.
4. Onde meccaniche
Il programma prosegue con le onde meccaniche, cioè quei fenomeni in cui una perturbazione si propaga attraverso un mezzo materiale trasportando energia.
Gli argomenti principali sono:
- natura delle onde meccaniche;
- oscillatore armonico come modello di base;
- frequenza, periodo, pulsazione e lunghezza d’onda;
- velocità di propagazione;
- onde trasversali e longitudinali;
- sovrapposizione e interferenza;
- energia trasportata dalle onde;
- onde acustiche;
- intensità sonora e decibel;
- effetto Doppler.
È una sezione meno ampia rispetto ad altre, ma non va sottovalutata. Le onde sono fondamentali per comprendere fenomeni acustici e applicazioni legate alla propagazione del suono. Anche qui è utile lavorare su formule, grafici e relazioni tra grandezze: frequenza, periodo, lunghezza d’onda e velocità di propagazione sono concetti semplici solo in apparenza.
5. Termodinamica
La termodinamica resta una parte importante del syllabus di Fisica per Medicina. Gli argomenti principali sono:
- sistema e ambiente;
- variabili termodinamiche;
- pressione, volume e temperatura;
- funzioni di stato;
- gas perfetti;
- calore e capacità termica;
- calore specifico;
- cambiamenti di stato;
- calore latente;
- calorimetria;
- conduzione, convezione e irraggiamento;
- primo principio della termodinamica;
- trasformazioni termodinamiche;
- secondo principio della termodinamica;
- macchine termiche;
- ciclo di Carnot;
- entropia.
Nel syllabus 2026 è prevista una quota consistente di esercitazioni per questa unità. È un’indicazione importante: la termodinamica va studiata facendo molti esercizi, soprattutto su gas, calore, trasformazioni, bilanci energetici e principi della termodinamica.
Una buona strategia è costruire una tabella con le grandezze principali, le unità di misura e le formule più usate. Poi, però, bisogna passare agli esercizi: solo così si capisce davvero quando usare una relazione e quali dati servono per risolvere un problema.
6. Elettricità e magnetismo
La sesta unità è dedicata a elettricità e magnetismo. Gli argomenti principali sono:
- carica elettrica;
- legge di Coulomb;
- campo elettrico;
- linee di forza;
- moto di una carica in un campo elettrico uniforme;
- energia potenziale elettrica;
- potenziale elettrico;
- differenza di potenziale;
- conduttori e dielettrici;
- corrente elettrica;
- leggi di Ohm;
- resistenza e resistività;
- effetto Joule;
- collegamenti in serie e in parallelo;
- condensatori;
- campo magnetico;
- forza di Lorentz;
- induzione elettromagnetica;
- legge di Faraday-Neumann-Lenz.
È una parte che può sembrare più astratta, soprattutto se alle superiori è stata affrontata velocemente. Per studiarla bene, conviene procedere in modo graduale: prima cariche e campi, poi potenziale e corrente, poi circuiti, condensatori, magnetismo e induzione.
Anche qui gli esercizi sono essenziali. Non basta imparare le formule: bisogna capire che cosa rappresentano le grandezze, come si collegano tra loro e quali passaggi servono per arrivare al risultato.
7. Fisica delle radiazioni
L’ultima unità è dedicata alla fisica delle radiazioni. Nel syllabus 2026 questa parte aumenta leggermente il suo peso rispetto all’anno precedente.
Gli argomenti principali sono:
- natura ondulatoria della radiazione elettromagnetica;
- lunghezza d’onda, frequenza, velocità, ampiezza e intensità;
- spettro elettromagnetico;
- fotoni e quantizzazione dell’energia;
- assorbimento della radiazione elettromagnetica;
- legge di Lambert-Beer;
- radioattività;
- decadimenti alfa, beta e gamma;
- attività ed emivita;
- radiazioni ionizzanti e non ionizzanti;
- ottica;
- riflessione e rifrazione;
- lenti convergenti sottili;
- formazione delle immagini.
È una sezione importante per il collegamento con l’ambito medico, perché le radiazioni e l’ottica sono alla base di molte tecniche diagnostiche e strumenti di osservazione. Anche in questo caso, è utile non separare troppo la teoria dall’applicazione: quando studi fotoni, radiazioni ionizzanti o lenti, chiediti sempre quale fenomeno fisico stai descrivendo e perché può essere rilevante in ambito biomedico.
Cosa cambia nel syllabus di Fisica 2026
Rispetto al syllabus 2025, il programma 2026 di Fisica non cambia struttura: le unità didattiche restano sette. Cambia però il peso di alcuni argomenti.
In particolare:
- Introduzione ai metodi della fisica passa da 0,25 a 0,2 CFU;
- Meccanica passa da 1,5 a 1,4 CFU;
- Meccanica dei fluidi passa da 1 a 1,2 CFU;
- Onde meccaniche passa da 0,5 a 0,4 CFU;
- Termodinamica resta a 1 CFU;
- Elettricità e magnetismo passa da 1,25 a 1,2 CFU;
- Fisica delle radiazioni passa da 0,5 a 0,6 CFU.
Il totale resta sempre 6 CFU, ma il programma viene leggermente rimodulato. Aumentano meccanica dei fluidi e fisica delle radiazioni, due aree molto legate alle applicazioni biomediche. Si riducono invece, anche se di poco, introduzione, meccanica, onde meccaniche ed elettricità e magnetismo.
La novità più importante, però, riguarda il metodo. Nel syllabus 2026 viene indicata per ogni unità una quota minima di esercitazioni: almeno il 20%, 25% o 30% a seconda dell’argomento. Questo conferma che Fisica non va studiata solo come teoria, ma anche come allenamento progressivo su problemi, formule, grafici e unità di misura.
In altre parole: per prepararsi bene non basta leggere e sottolineare. Bisogna fare esercizi, correggerli, capire gli errori e tornare sugli argomenti più deboli.
Come studiare Fisica: metodi efficaci
Studiare Fisica per il semestre filtro di Medicina richiede metodo. Il programma è ampio, ma soprattutto richiede di passare continuamente dalla teoria all’applicazione.
Il primo passo è dividere il syllabus in blocchi. Per ogni blocco, conviene seguire una sequenza precisa: prima capisci i concetti, poi studi le formule, poi fai esercizi guidati, poi passi a esercizi più complessi.
Un errore frequente è pensare che basti memorizzare le formule. In realtà, una formula serve solo se sai quando usarla, quali grandezze contiene, in quali unità devono essere espresse e che significato fisico ha il risultato.
Per questo è utile costruire un formulario ragionato, non un elenco meccanico. Accanto a ogni formula puoi segnare:
- a quale argomento si riferisce;
- quali grandezze collega;
- quali unità di misura si usano;
- in quali esercizi compare più spesso;
- quali errori fai più spesso quando la applichi.
Questo lavoro richiede tempo, ma aiuta a rendere lo studio più solido.
Alterna teoria ed esercizi
In Fisica non conviene studiare tutta la teoria e rimandare gli esercizi alla fine. È molto più efficace alternare subito le due cose.
Dopo aver studiato un concetto, prova ad applicarlo. Se hai studiato la legge di Stevino, fai esercizi sulla pressione nei liquidi. Se hai studiato il lavoro e l’energia, prova problemi sulla conservazione dell’energia meccanica. Se hai studiato i circuiti, allenati con resistenze in serie e in parallelo.
Gli esercizi servono a capire se hai davvero compreso la teoria. Quando sbagli, non limitarti a guardare la soluzione corretta: cerca il punto in cui il tuo ragionamento si è interrotto o è andato fuori strada. Hai scelto la formula sbagliata? Hai dimenticato una conversione? Hai confuso due grandezze? Hai saltato un passaggio?
La correzione degli errori è una parte dello studio, non un momento separato.
Come usare manuali e corsi Alpha Test
Per prepararti al syllabus di Fisica del semestre filtro, può essere utile affiancare al lavoro sul programma ufficiale strumenti pensati per il nuovo accesso a Medicina.
I manuali Alpha Test ti aiutano a ripassare la teoria in modo ordinato, fissare i concetti chiave e allenarti con esercizi mirati. Sono utili soprattutto per costruire una base solida, riprendere argomenti affrontati alle superiori e verificare se sai applicare formule e procedimenti.
I corsi Alpha Test, invece, permettono di seguire un percorso più guidato. Le lezioni con i docenti, il calendario di studio, gli esercizi e i momenti di verifica aiutano a non disperdere il lavoro e a distribuire meglio il tempo tra le tre materie del semestre aperto.
L’obiettivo non è studiare di più in modo disordinato, ma studiare meglio: capire che cosa richiede ogni argomento, allenarsi con costanza e arrivare all’esame con un metodo già rodato.
Com’è fatto l’esame di Fisica
Per la prova di Fisica del semestre aperto è prevista una struttura con domande a risposta multipla e domande a completamento. Questo significa che non basta riconoscere la risposta corretta tra più opzioni: bisogna anche saper svolgere i calcoli, usare bene le formule, controllare le unità di misura e arrivare al risultato con precisione.
Le domande a scelta multipla valutano la comprensione dei concetti, ma anche l’attenzione ai dettagli e la capacità di ragionamento. Un buon consiglio è leggere prima la domanda, provare a formulare mentalmente la risposta e solo dopo consultare le opzioni: questo ti aiuta a evitare di farti confondere da risposte simili ma scorrette.
Le domande a completamento richiedono una preparazione ancora più accurata: non troverai opzioni tra cui scegliere, ma dovrai scrivere direttamente la risposta corretta. Queste domande spaziano da definizioni precise a calcoli numerici, fino a espressioni simboliche e unità di misura. Queste domande premiano la precisione, la chiarezza e la capacità di ragionare in modo strutturato. Preparati scrivendo sempre le risposte per esteso, controllando le unità di misura e abituandoti a utilizzare il linguaggio scientifico corretto.
Servono quindi dimestichezza con calcoli, formule e unità, capacità di passare dalla teoria all’applicazione pratica, abitudine a scrivere risposte ordinate, complete e coerenti. Allenati con schede dedicate, simulazioni scritte e problemi aperti: più ti abitui a produrre risposte, più sarai preparato il giorno dell’esame.
Gli errori da evitare
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Il primo errore da evitare è studiare la teoria senza fare esercizi. In Fisica, capire un concetto significa anche saperlo usare. Se studi le leggi del moto ma non risolvi problemi, rischi di riconoscere gli argomenti ma non riuscire ad applicarli.
-
Il secondo errore è trascurare le unità di misura. Molti esercizi si sbagliano per una conversione mancata, per una grandezza espressa nell’unità sbagliata o per un risultato non controllato. Abituati sempre a scrivere le unità nei passaggi: è un modo semplice per ridurre gli errori.
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Il terzo errore è memorizzare le formule senza capirle. Una formula non è una frase da imparare a memoria: è una relazione tra grandezze. Se non sai che cosa rappresentano quelle grandezze, rischi di usarla nel contesto sbagliato.
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Il quarto errore è sottovalutare meccanica dei fluidi e fisica delle radiazioni. Nel syllabus 2026 queste due aree hanno un peso leggermente maggiore rispetto all’anno precedente e sono molto collegate all’ambito biomedico. Conviene quindi inserirle presto nel piano di studio, senza lasciarle alla fine.
-
Il quinto errore è rimandare termodinamica, elettricità e magnetismo. Sono argomenti che richiedono tempo, perché combinano teoria, formule ed esercizi. Affrontarli solo nelle ultime settimane può rendere lo studio molto più faticoso.