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specializzazione medicina concorso

Se siete interessati a studiare Medicina, dovete sapere fin da subito che la laurea non è che il primo passo del percorso per diventare medico. Dopo, occorre superare l’esame di abilitazione e, soprattutto, ottenere un posto in una scuola di specializzazione post-lauream.

Queste scuole sono tutte ad accesso regolamentato. È anche bene tenere presente che, attualmente, non tutti i neolaureati trovano posto in specialità: l’esame di ammissione del 2018, per esempio, ha messo a disposizione 6.934 posti, a fronte di oltre 12.000 candidati. Questo nodo critico del nostro sistema di formazione dei medici, noto anche come “imbuto formativo”, è una sfida che i ministeri della Salute e dell’Università stanno affrontando nonostante le scarse risorse finanziarie a disposizione.

Cinquanta scuole, un unico concorso

In Italia, la durata delle scuole di specializzazione varia dai tre ai cinque anni. Sono divise dal Ministero dell’Università in 3 aree: “medica”, “chirurgica” e “dei servizi clinici”, per un totale di 50 percorsi disciplinari attivati presso gli atenei.

Il concorso di ammissione è nazionale, così come la graduatoria. Ogni candidato ha la possibilità di indicare tre scuole di specializzazione (e relativa sede) in ordine di preferenza. Le assegnazioni avvengono via via in scaglioni, in base al punteggio conseguito ed entro il giorno di inizio dell’attività didattica. 

L’accesso alle scuole di specializzazione

L’esame di ingresso alle specializzazioni mediche è regolamentato da un bando del Ministero dell’Università.
L’ultimo è uscito il 17 maggio e si è svolto il 17 luglio 2018; consisteva in una prova composta da 140 quesiti a risposta multipla su argomenti caratterizzanti il corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Il tempo a disposizione per completare il test è di 210 minuti e il punteggio massimo raggiungibile è di 140 punti (1 punto per ogni risposta esatta, – 0,25 per ogni risposta errata e 0 punti per le risposte non date). A questo va aggiunto un massimo di 7 punti derivanti dal voto di laurea e dalla media dei voti degli esami sostenuti.

Fonte immagine: flickr.com/photos/unipavia/

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