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ingegnere clinico cosa fa

Quando si parla di Ingegneria Clinica non sempre si hanno presenti le attività che svolgono i laureati in quest’area di studio. Anzi, si può correre il rischio di confonderle con quella dell’Ingegnere Biomedico. Per non sbagliare, oggi ci occupiamo di spiegarvi bene cosa fa l’Ingegnere Clinico.

Cosa fa l’Ingegnere Clinico

L’Ingegnere Clinico è quel professionista che partecipa alla cura della salute e garantisce un uso sicuro, appropriato ed economico delle tecnologie nei servizi sanitari. È quindi specializzato nella ottimizzazione della gestione dei macchinari sanitari a uso ospedaliero. Il suo compito è bilanciare la necessità di ottimizzazione della spesa sanitaria e la qualità del servizio al paziente finale. Per questo motivo compie studi molto trasversali, che vanno a toccare il mondo tradizionale dell’ingegneria, della sanità e anche dell’economia gestionale.

Differenze tra Ingegnere Clinico e Biomedico

Se vi ricordate, quando abbiamo visto cosa fa l’Ingegnere Biomedico abbiamo citato la gestione dei servizi di ingegneria clinica tra i suoi compiti. “Ma quindi“, verrebbe forse da dire, “Ingegneria Clinica e Ingegneria Biomedica sono la stessa cosa?”. Beh, la risposta è no, ma è innegabile una parentela stretta.

Si può dire, infatti, che l’Ingegneria Clinica rappresenta un sottoinsieme dell’Ingegneria Biomedica.

L’Ingegnere Biomedico

Lavora in università, in laboratori e in aziende produttrici di tecnologie biomedicali e si occupa di varie attività, che vanno dalla ricerca di biomateriali alla ideazione di macchinari o protesi, passando per la valutazione ergonomica di un prodotto a tutto il mondo dei servizi clinici.

L’Ingegnere Clinico

Lavora in ospedale e segue, verifica e ottimizza i macchinari creati dai laureati in Ingegneria Biomedicale. In un mondo com’è quello sanitario attuale, in cui è aumentata non solo la quantità ma anche la qualità dei macchinari in dotazione negli ospedali, diventa cruciale capire come sfruttare al meglio le funzionalità offerte con un occhio sia ai costi che al paziente. È una vera e propria attività di “management” delle apparecchiature biomedicali ospedaliere. Per ulteriori informazioni vi consigliamo di consultare www.aiic.it, il sito della Associazione Italiana Ingegneri Clinici.

Come diventare Ingegnere Clinico

Per diventare Ingegnere Clinico il percorso prevede, inizialmente, la laurea triennale in Ingegneria Biomedica e, successivamente, la laurea magistrale in Ingegneria Clinica. Vi sono poi alcuni primi corsi di laurea triennali già dedicati a Ingegneria Clinica, come la Sapienza di Roma. Tutte le informazioni in merito possono essere raccolte sul sito web dell’università di vostro interesse.

Per i corsi di laurea di Ingegneria si parla, nella quasi totalità dei casi, di corsi di laurea a numero chiuso, quindi con un test di accesso da superare. Nella maggior parte dei casi le università svolgono la selezione attraverso il test TOLC-I del Cisia, un test computer based su domande di MatematicaScienzeLogicaComprensione Verbale. Ma non è necessariamente questo il test che viene utilizzato: per esempio il Politecnico di Milano utilizza il test TOL ma riconosce il test TOLC-I sostenuto e superato in un’altra sede.

Prepararsi al test

Se quindi la vostra domanda è: “Cosa posso usare per prepararmi al test di Ingegneria?” l’ideale è utilizzare i libri specifici per la preparazione al test di Ingegneria. Se poi il vostro è un test computer based, potete abbinare allo studio sui libri la piattaforma e-learning per il test di Ingegneria, che vi segue passo passo quando e dove volete.

Fonte immagine: pixabay.com/it

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