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Dopo la laurea in Medicina, vi si apre la strada della scuola di specializzazione. Capire in quale delle 50 aree disponibili specializzarsi (Chirurgia? Pneumologia? Cardiologia?) è solo il primo passo. La costruzione della vostra carriera di medico specializzato dipenderà anche dalla sede universitaria dove vi sarete specializzati: sarete anestesisti targati San Raffaele? Oppure pediatri specializzati a Firenze? In questo articolo vi indichiamo alcuni parametri per capire come scegliere dove fare la scuola di specializzazione medica di vostro interesse, da incrociare naturalmente con le vostre caratteristiche e ambizioni personali. E sempre tenendo presente che tra l’ideale e il reale si inserisce anche il risultato del test SSM.

Gli aspetti decisivi per orientarvi, in base al tipo di medico che volete diventare sono tre: la didattica, la formazione sul campo e l’attività di ricerca; gli altri sono meno rilevanti, anche perché, quale che sia l’organizzazione dei turni, delle guardie notturne o della rotazione all’interno della rete formativa di ogni scuola, gli anni della specializzazione sono ovunque molto impegnativi.

1. La qualità della didattica

Durante il periodo della specializzazione, accanto alla formazione sul campo, dovrete continuare a svolgere anche attività di didattica più tradizionale. L’organizzazione varia da sede a sede: senz’altro utile è cercare di capire la qualità della didattica erogata, se sia aggiornata e allineata alle ultime novità relative a quel campo disciplinare o sia piuttosto una riproposizione di contenuti già trattati durante il corso di laurea.

Anche l’organizzazione delle lezioni va tenuta presente: il calendario prevede o no sovrapposizioni con la formazione pratica? Per quanto possa sembrare impossibile, in alcuni casi questo avviene. È previsto un esame annuale finale? E si tratta di una prova più o meno impegnativa?

2. L’attività pratica e il tutoraggio

Come immaginerete, la formazione sul campo gioca un ruolo rilevante nel vostro percorso. Quando si inizia? Si parte subito o è prima previsto un periodo di sola didattica?

In genere, gli specializzandi sono affiancati da un tutor: sempre lo stesso o no? La disponibilità dei tutor e degli strutturati in genere è in alcune sedi un punto di forza evidenziato da molti studenti. A seconda dell’impostazione della scuola, anche il grado di autonomia che vi sarà riservato può variare tra due estremi: potrebbe essere poco, lasciandovi poco spazio per prendere decisioni sul percorso diagnostico-terapeutico da intraprendere oppure, in certi casi, potreste essere lasciati un po’ troppo liberi, con una scarsa supervisione da parte dello strutturato. Naturalmente, la possibilità che le cose vengano gestite in modo equilibrato è per fortuna concreta in molte sedi.

3. La vocazione alla ricerca

Ci sono sedi di specializzazione che hanno nelle attività di ricerca il loro fiore all’occhiello. Se questo aspetto vi interessa in modo particolare, cercate di capire se la sede che state prendendo in considerazione abbia la ricerca tra i suoi focus, in quale campo di interesse sia più versata e quanto coinvolga gli specializzandi. A questo si aggancia anche il tema delle pubblicazioni: alcune scuole coinvolgono gli specializzandi, altre no. Allo stesso modo, ci sono sedi dove fin da subito si ha la possibilità di partecipare a congressi e occasioni di networking nazionali e internazionali

L’intensità del lavoro: in ogni caso, non sarà una passeggiata

Come accennavamo, il periodo della scuola di specializzazione è forse uno dei più impegnativi nella carriera di un medico. Certo, ci sono sedi e scuole dove l’intensità può essere massima. Qui i parametri da tenere presenti sono diversi: come sono organizzati i turni e gli orari? È richiesto di lavorare oltre l’orario previsto dal contratto? Quanto sono frequenti per gli specializzandi le guardie e la reperibilità notturna? Sono concessi riposi dopo i turni festivi e le notti lavorate?

Anche l’ambiente di lavoro influisce su come si percepisce l’intensità e la fatica: se nel DNA della scuola c’è l’attenzione per la formazione dei giovani medici, sarà più semplice tenere ritmi serrati. I “parametri” rilevanti sono: il rapporto tra specializzandi (collaborativo? competitivo?) e quello con gli strutturati (baronale o amichevole?). Da qui in poi, si entra in ambiti soggetti a valutazioni individuali che variano da studente a studente. 

Un aiuto per informarvi: le nostre guide rapide alle scuole

Recuperare informazioni di questo tipo nei mesi precedenti il concorso SSM è un vero e proprio lavoro che si rivelerà però molto utile quando dovrete indicare quali sono le scuole e le sedi per le quali intendete candidarvi. La prima fonte di informazione sono gli specializzandi già entrati.

Per farvi risparmiare almeno un po’ di tempo e darvi come sempre una mano, abbiamo realizzato una serie di guide rapide gratuite grazie al lavoro prezioso di Federico Frusone di @h3_surgical_team che ha raccolto e sintetizzato insieme al team social Alpha Test le considerazioni e i commenti di quelli che già stanno frequentando le scuole sparse un po’ in tutta Italia. 

Ecco quindi le guide rapide, a cui se ne aggiungeranno di nuove nelle prossime settimane:

Prepararsi con un corso può massimizzare le probabilità di entrare

Una delle maggiori difficoltà del concorso di ammissione SSM è quella di riuscire a trovare tempo e ritmo per studiare, insieme ai numerosi impegni che generalmente si hanno in parallelo (un esempio su tutti: la testi di laurea). Per questo, potete scegliere di affidarvi a un corso online Alpha Test che si distingue da altre proposte perché non è troppo lungo — e quindi facilmente dispersivo — ma, al contrario, è pensato per condurvi passo passo in un percorso di studio mirato e focalizzato sull’obiettivo.

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