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Chi sono gli studenti che affrontano un TOLC? Cosa cercano, dove vogliono andare, quali corsi li attirano di più? Dietro le oltre 340.000 prove svolte nel 2024 si nasconde un universo vivace e in movimento, fatto di sogni, dubbi, orientamenti e ripensamenti. Il report ufficiale del CISIA ci offre uno spaccato prezioso su questa realtà: un identikit collettivo degli studenti TOLC, da leggere come una mappa delle scelte universitarie di oggi.

Non è solo una questione di numeri, ma di direzioni. E capire chi sono gli studenti TOLC – come si muovono, cosa studiano, che strategie adottano – significa anche intuire dove sta andando l’università italiana.

Chi fa il TOLC? Più di 238.000 studenti in cerca della loro strada

Nel 2024, 238.943 studenti e studentesse hanno svolto almeno un TOLC, per un totale di oltre 340.000 prove erogate, con un incremento del 3,2% rispetto all’anno precedente. La maggior parte di loro frequenta o ha appena concluso la scuola italiana, ma c’è anche un 19,8% di partecipanti dall’estero: un segnale chiaro dell’interesse verso il sistema universitario italiano, soprattutto nei corsi di lingua inglese e nelle aree STEM.

Molti affrontano il TOLC già in quarta superiore, spinti dal desiderio (o dalla necessità) di orientarsi con largo anticipo. Altri lo ripetono più volte, mese dopo mese, per migliorare il punteggio o semplicemente per capire se stanno facendo la scelta giusta.

Dove si fanno i TOLC? Una geografia in movimento

Uno degli aspetti più interessanti dell’identikit degli studenti TOLC è la mobilità. Sempre più ragazzi e ragazze scelgono di sostenere il test in una regione diversa da quella in cui hanno frequentato la scuola o in cui si immatricoleranno. Non a caso, regioni come Lazio, Emilia-Romagna e Toscana registrano un rapporto molto alto tra TOLC erogati e immatricolati locali. Il Lazio, ad esempio, ha un rapporto di 2,5: vuol dire che, per ogni studente che si iscrive a un’università della regione, ci sono due o più studenti che lì hanno svolto il test, magari per comodità o per strategia. Al contrario, in regioni come la Puglia, la Liguria o la Basilicata, la copertura dei TOLC è ancora bassa. Gli studenti di queste aree devono spesso spostarsi altrove per sostenere la prova, oppure rinunciare a farla in presenza, optando per il TOLC@CASA.

I numeri danno un messaggio chiaro: oggi le scelte universitarie iniziano molto prima dell’immatricolazione. Per molti studenti, il TOLC è il primo passo concreto verso l’università, una tappa che arriva già durante le superiori e che li spinge a immaginare (e pianificare) il proprio futuro con mesi, a volte anni, di anticipo.

Cosa vogliono studiare? L’universo TOLC è a trazione STEM

Il report CISIA 2024 mostra con chiarezza quali sono le aree disciplinari più rappresentate dai TOLC. Le facoltà di Ingegneria (classi L-08 e L-09), Informatica (L-31), Statistica (L-41), Scienze naturali e fisiche sono tra le più coinvolte. In molti casi, si arriva a una copertura del 90%: vuol dire che quasi tutti i corsi di queste aree chiedono un TOLC in ingresso.

A sorpresa, troviamo buoni dati anche per Economia (L-18, L-33) e Psicologia (L-24): aree di studio che combinano interesse personale e concretezza professionale, molto apprezzate dagli studenti.

Meno rappresentati, invece, i corsi dell’area umanistica e giuridica, dove l’uso dei TOLC è ancora poco diffuso. Non si tratta necessariamente di un calo di interesse da parte degli studenti: in molti casi, questi percorsi hanno modalità di accesso libero, senza test di ingresso, e le decisioni di iscrizione arrivano più tardi, magari dopo l’esame di maturità, quando si ha più tempo per riflettere. Il risultato è che questi corsi “entrano meno nei dati CISIA, ma non per questo sono meno scelti o rilevanti.

Il test come specchio: cosa ci dice sull’orientamento?

Il successo crescente dei TOLC ci dice che sempre più stundenti sentono il bisogno di orientarsi bene e per tempo. Lo ripetono, lo affrontano da under 18, lo usano come termometro delle proprie competenze. È un cambio di paradigma rispetto a quando si sceglieva “dopo la maturità”.

Ma non tutti partono dalle stesse condizioni: c’è chi affronta un TOLC dopo mesi di preparazione e chi lo scopre per caso, all’ultimo momento. E in questi casi il rischio è che uno strumento pensato per orientare finisca per penalizzare chi ha avuto meno occasioni di prepararsi. Per questo il TOLC dovrebbe essere affiancato sempre da momenti di confronto, tutoraggio, ascolto. In fondo, un test serve anche a farsi domande, non solo a dare risposte.

Leggere i TOLC per capire chi siamo (e dove andiamo)

L’identikit degli studenti TOLC 2024 ci mostra una generazione che si muove con anticipo, che sperimenta, che prova a orientarsi tra mille possibilità. Ragazzi e ragazze che non si limitano a scegliere un corso di laurea, ma costruiscono un percorso, spesso a tappe, fatto di prove, di scelte logistiche, di ripensamenti. I TOLC sono diventati lo spazio in cui queste scelte iniziano a prendere forma. Uno strumento che fotografa non solo il livello di preparazione, ma anche la voglia di mettersi in gioco. Ed è proprio in questa dinamica – tra test e orientamento, tra dati e persone – che si misura oggi la vera sfida dell’università: essere all’altezza di chi la sceglie con così tanta intenzione.

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