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Il primo semestre filtro di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria si è rivelato molto più impegnativo del previsto. Dopo il secondo appello d’esame, concluso il 10 dicembre, lo scenario resta incerto: dai primissimi dati emersi, le percentuali di idoneità potrebbero essere ancora basse e il Ministero starebbe valutando una possibile modifica dell’ultimo minuto per evitare che rimangano scoperti molti dei posti disponibili. Tra le ipotesi più discusse c’è quella dei “debiti formativi”, che permetterebbe di entrare comunque in graduatoria anche senza aver superato tutte e tre le materie.
Vediamo cosa sta succedendo e quali potrebbero essere le prossime mosse.
Cosa trovi in questo articolo
Due appelli conclusi, idoneità ancora basse
Il primo appello, svolto il 20 novembre, aveva già evidenziato un quadro molto selettivo: meno del 20% dei 53.000 iscritti era riuscito a superare tutti e tre gli esami.
La prova più critica è risultata Fisica, con percentuali di idoneità spesso comprese fra il 10% e il 17% e punte ancora più basse in alcune sedi. Anche Chimica e Biologia hanno registrato tassi di promossi relativamente modesti.
Il secondo appello del 10 dicembre era molto atteso, perché rappresentava l’ultima possibilità per chi non aveva superato una o più prove (o aveva scelto di rifiutare il voto).
Tuttavia, dalle prime stime sembra che la situazione non sia migliorata abbastanza da garantire la copertura dei circa 19.000 posti disponibili al secondo semestre.
L’ipotesi dei “debiti formativi”
A fronte di queste difficoltà, nelle ultime ore è emersa una possibile modifica della procedura: consentire l’accesso alla graduatoria anche a chi non ha ottenuto tre voti pari almeno a 18/30, introducendo dei debiti formativi da recuperare entro febbraio.
Si tratterebbe di un intervento correttivo non presente nella versione originaria della riforma, ma compatibile con la delega legislativa e con alcune dichiarazioni della Ministra Bernini. La logica sarebbe semplice: ampliare la platea degli idonei senza rinunciare a garantire un livello minimo di preparazione, che verrebbe comunque richiesto (solo in un secondo momento) attraverso attività di recupero formalizzate.
Al momento non c’è nulla di ufficiale, ma è una delle ipotesi più discusse all’interno del MUR.
Cosa significa questo per gli studenti?
Per chi ha già superato tutte le prove, non cambia nulla: la propria posizione in graduatoria dipenderà dal punteggio ottenuto nei tre esami.
Per chi invece è rimasto bloccato da una sola materia o da un voto insufficiente, l’introduzione dei debiti formativi riaprirebbe scenari finora esclusi.
Restano però alcuni punti da chiarire:
- quali debiti verrebbero assegnati e come verrebbero recuperati;
- quali conseguenze ci sarebbero sul calendario di immatricolazione del secondo semestre.
Quando arriverà la graduatoria nazionale?
La graduatoria ufficiale sarà pubblicata il 12 gennaio. È quella che stabilirà, una volta per tutte, chi potrà proseguire nel secondo semestre del corso di laurea in Medicina, in Odontoiatria o in Veterinaria.
Solo allora sapremo con certezza se la selezione si baserà sui criteri originali – tre voti ≥18/30 – o se saranno introdotte misure correttive.
Un semestre filtro più selettivo del previsto
La riforma, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rendere l’accesso a Medicina più inclusivo, spostando la selezione dai 60 quesiti di un test unico agli esami del primo semestre. Questa prima sperimentazione ha però mostrato un equilibrio delicato: la preparazione di tre materie concentrata in poco più di due mesi e prove difficili rischiano di ridurre il numero degli idonei sotto la disponibilità dei posti, spingendo di fatto a un ripensamento in corsa.
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