Condividi su:
Se sogni di lavorare in ambito medico ma non ti vedi necessariamente nei panni di un medico, il corso di laurea in Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e di Perfusione Cardiovascolare potrebbe fare al caso tuo. È una delle professioni sanitarie più specialistiche e tecnicamente avanzate, e oggi rientra anche tra i corsi affini a Medicina previsti dalla nuova riforma. Questo significa che potresti indicarlo come seconda scelta se aspiri a entrare a Medicina ma non superi il semestre filtro.
Vediamo meglio di cosa si tratta.
Cosa trovi in questo articolo
Chi è e cosa fa il Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria?
Si tratta di una figura professionale altamente specializzata che lavora al fianco di cardiologi e cardiochirurghi. Il suo compito? Occuparsi delle indagini diagnostiche e dei trattamenti legati all’apparato cardiocircolatorio. In particolare:
- esegue esami strumentali come ECG, eco-cardiogrammi, prove da sforzo;
- si occupa della gestione e del monitoraggio di macchinari durante interventi cardiochirurgici;
- in sala operatoria, gestisce l’apparecchiatura per la circolazione extracorporea, fondamentale negli interventi a cuore aperto.
Lavora in ospedali pubblici o privati, in terapia intensiva cardiologica, in unità coronariche o centri di cardiochirurgia.
Il corso di laurea: durata, materie e tirocini
Il corso di laurea in Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare ha durata triennale e rientra nella classe SNT/3, quella delle professioni sanitarie tecniche. È una laurea abilitante, il che significa che, una volta concluso il percorso, si può accedere direttamente al mondo del lavoro (previa iscrizione all’albo professionale TSRM-PSTRP).
Piano di studi: teoria, laboratorio e clinica
Il percorso formativo è strutturato per unire solide basi scientifiche a competenze tecniche e pratiche. Le materie si concentrano soprattutto sull’apparato cardiovascolare, sulla fisiopatologia del cuore e sulla gestione delle apparecchiature biomedicali. Ecco un’idea delle discipline affrontate nei tre anni:
Primo anno – le basi
- Anatomia umana
- Fisiologia generale e cardiovascolare
- Biochimica
- Fondamenti di fisica e statistica medica
- Introduzione alle professioni sanitarie
- Tecniche di primo soccorso
- Tirocinio osservativo nei reparti
Secondo anno – si entra nel vivo
- Fisiopatologia dell’apparato cardiovascolare
- Elettrocardiografia e tecniche diagnostiche non invasive
- Tecniche di perfusione extracorporea
- Farmacologia clinica
- Informatica medica
- Seminari professionalizzanti
- Tirocinio pratico con attività assistita nei reparti di cardiologia, emodinamica e terapia intensiva
Terzo anno – specializzazione e autonomia
- Tecniche di circolazione extracorporea in cardiochirurgia
- Monitoraggio emodinamico in area critica
- Aspetti medico-legali e gestione del rischio clinico
- Etica e deontologia professionale
- Preparazione alla tesi e all’esame di abilitazione
- Tirocinio professionalizzante in cardiochirurgia, UTIC e ambulatori di diagnostica avanzata
Tirocinio: il cuore del percorso
Il tirocinio è una parte fondamentale del corso: ogni anno ne sono previste centinaia di ore, distribuite nei diversi contesti ospedalieri. Fin dal primo anno, gli studenti affiancano il personale sanitario per:
- osservare le procedure in ambito cardiologico e chirurgico;
- apprendere l’uso delle apparecchiature diagnostiche;
- imparare a interagire con il team medico in contesti reali, anche in situazioni critiche.
Nei due anni successivi, il tirocinio si intensifica e permette di acquisire autonomia operativa, sempre sotto supervisione, su strumenti come:
- macchine per la circolazione extracorporea (CEC),
- monitor per il controllo emodinamico,
- sistemi per l’ossigenazione extracorporea (ECMO).
Al termine del percorso, si è pronti ad affrontare l’esame di laurea abilitante, che comprende una prova pratica e la discussione della tesi.
Dove si studia?
Il corso di laurea in Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare è attivo in 15 università italiane e si sta espandendo, anche grazie al crescente fabbisogno di professionisti in ambito cardiologico e cardiochirurgico.
Università che attivano il corso
Ecco alcune delle principali sedi universitarie dove puoi iscriverti:
- Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
- Università Politecnica delle Marche (Ancona)
- Università di Verona
- Università di Catanzaro “Magna Graecia”
- Università degli Studi di Padova
- Università degli Studi di Milano
- Università di Torino
- Università di Catania
- Università di Messina
Alcune sedi hanno attivato il corso solo di recente (come Ancona e Catanzaro nel 2024), mentre in altre è già consolidato da diversi anni.
Posti disponibili e rapporto domande/posto
Nell’anno accademico 2024/2025 sono stati messi a bando 236 posti in tutta Italia. Il numero può sembrare limitato, ma il rapporto domande/posto è tra i più bassi delle professioni sanitarie: circa 1,1 candidati per ogni posto disponibile.
Tradotto? Se sei ben preparato o hai superato il semestre filtro di Medicina senza rientrare in graduatoria, qui potresti avere buone chance di proseguire.
Accesso e test di ammissione
Quasi tutte le sedi prevedono l’accesso a numero chiuso, tramite test d’ingresso. Alcune università adottano test organizzati dal CINECA, mentre altre predispongono una prova interna. Il contenuto delle prove è incentrato su:
- biologia,
- chimica,
- matematica e fisica,
- logica e cultura generale.
Per affrontare il test con serenità, puoi contare su manuali, eserciziari e corsi Alpha Test pensati proprio per il test delle Professioni sanitarie, un supporto concreto per chi vuole arrivare preparato al meglio.
Nel contesto della riforma 2025, se indichi questo corso come seconda scelta all’atto dell’iscrizione al primo semestre di Medicina, potrai accedervi automaticamente in caso di mancato superamento della graduatoria nazionale di Medicina, purché tu abbia ottenuto tutti i CFU previsti
Sbocchi lavorativi e prospettive occupazionali
Uno dei motivi per cui questo corso di laurea sta attirando sempre più attenzione è la forte domanda di tecnici specializzati in ambito cardiovascolare. Il Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e di perfusione cardiovascolare è infatti una figura molto richiesta in ospedali, cliniche e centri specialistici, soprattutto per via delle competenze uniche che possiede.
Dove può lavorare?
Dopo la laurea, potrai lavorare in:
- Ospedali pubblici e privati, nelle aree di:
- Cardiologia e Cardiochirurgia
- Terapia intensiva coronarica (UTIC)
- Sale operatorie per interventi a cuore aperto
- Reparti di emodinamica e monitoraggio emodinamico
- Cliniche specializzate in diagnostica cardiovascolare
- Centri di ricerca su tecnologie biomedicali applicate al sistema cardiovascolare
- Servizi di emergenza e trasporto avanzato che utilizzano sistemi di supporto extracorporeo (ECMO, CEC)
Inoltre, grazie alla presenza di dispositivi sempre più sofisticati e alla crescente incidenza di patologie cardiovascolari nella popolazione, è in aumento anche la domanda in strutture sanitarie private o in convenzione.
Occupabilità: dati concreti
Secondo i dati di Almalaurea:
- Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è superiore all’81%, uno dei più alti tra tutte le professioni sanitarie.
- I contratti di lavoro sono prevalentemente a tempo indeterminato o a tempo pieno.
- Il tempo medio per trovare il primo impiego è inferiore ai 6 mesi.
Questi dati sono particolarmente incoraggianti, soprattutto se confrontati con altri percorsi universitari dove il tasso di disoccupazione giovanile è ancora elevato.
E dopo la laurea?
Una volta ottenuta l’abilitazione, ci sono diverse possibilità di sviluppo:
- Specializzazioni professionali in aree come perfusione extracorporea avanzata, assistenza ECMO o tecnologie di supporto al trapianto cardiaco.
- Accesso a lauree magistrali delle professioni sanitarie tecniche, come la LM/SNT3.
- Partecipazione a concorsi pubblici per ruoli in ospedali e aziende sanitarie.
- In alcuni casi, possibilità di collaborazione con case produttrici di tecnologie biomedicali, in attività di formazione tecnica e supporto clinico.
Perché scegliere questo corso?
Il corso in Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria è la scelta giusta per te se:
- sei affascinato dal funzionamento del cuore e dalle tecnologie mediche;
- vuoi lavorare a stretto contatto con medici e pazienti, ma in un ruolo tecnico-specialistico;
- vuoi un titolo che porta al lavoro senza dover affrontare lunghi anni di studio post-laurea.
E con la riforma dell’accesso a Medicina, diventa anche un piano B intelligente, che non ti costringe a ricominciare da zero se il tuo sogno di diventare medico dovesse cambiare forma.
Condividi su: