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È la prima delle prove scritte dell’esame di maturità, comune a tutti gli istituti e realizzata direttamente dal Ministero dell’Istruzione, che sceglie anche le date dell’esame di maturità ogni anno. Pur avendo presenti le modifiche in vigore dal 2019, può comunque esservi utile vedere in cosa siano consistite le prove di italiano degli ultimi anni. Ecco quindi le tracce sul sito del Ministero relative agli anni 2018, 2017, 2016, 2015. Adesso, però, vediamo quali opzioni avrete a disposizione il prossimo mese di giugno.

Prima prova: le novità in arrivo nel 2019

La prima cosa da sapere è che le tipologie di prima prova tra cui potrete scegliere quest’anno saranno solo tre, dato che il tradizionale tema di Storia non è più previsto.

Tipologia A: l’analisi di un testo letterario

Qui vi viene presentato un testo in prosa o in poesia e una serie di domande aperte a cui rispondere e da argomentare. Avrete la possibilità, per la prima volta quest’anno, di scegliere tra due tracce, una dedicata a un autore dell’Ottocento (a partire dall’unità d’Italia), l’altra a uno del Novecento. La prova, però, nella sostanza non cambia rispetto a quelle precedenti: vi potreste trovare a scrivere un riassunto del testo presentato e a rispondere a domande di varia natura, sul testo stesso o sul periodo storico-culturale in cui è stato realizzato, oppure a domande sull’autore, sulla pubblicazione di cui il brano fa parte o di cui fa parte, e così via.

Non esiste a priori un periodo storico o un tipo di testo privilegiato: negli ultimi anni sono stati inseriti in prima prova testi di Giorgio Bassani (2018), Giorgio Caproni (2017), Umberto Eco (2016), Italo Calvino (2015), Salvatore Quasimodo (2014), Claudio Magris (2013), Eugenio Montale (2012), per darvi un’idea.

Tipologia B: analisi e produzione di un testo argomentativo

La seconda tipologia di prova è l’ex “saggio breve o articolo di giornale” e le tracce tra cui scegliere sono tre. A differenza degli anni precedenti, il Miur vi fornirà un unico testo, anche piuttosto ampio da cui partire: dovrete prima interpretarlo mostrando di averlo ben compreso e poi utilizzarlo per una vostra personale riflessione. Qui la vostra conoscenza della materia trattata farà la differenza. Più sarete ferrati sull’argomento proposto, maggiori saranno le probabilità di riuscire bene.

Tipologia C: il tema (“riflessione critica su tematiche di attualità”)

Eccoci alla terza e ultima tipologia: il “vero e proprio” tema. Qui il Miur vi lascia scegliere una fra due tracce di partenza su cui costruire una vostra argomentazione a partire da un dato soggetto da trattare. In appoggio, potrete eventualmente avere un breve testo che offra spunti di riflessione.

Le tematiche su cui vi troverete a cimentarvi saranno “vicine al vostro orizzonte esperienziale”, qualunque cosa questo significhi. Potrebbe anche esservi chiesto di indicare un titolo al tema. Attenzione: proprio perché i confini non sono troppo definiti a monte, il rischio di andare “fuori tema” è altissimo. Da scegliere ben consapevoli di limiti e opportunità, insomma.

Prima prova: quanto dura?

La prima prova dell’esame di maturità può durare fino a un massimo di 6 ore. Ma tranquilli: non sarete costretti a ad aspettare il termine delle 6 ore per uscire. A partire infatti dal termine della terza ora potrete consegnare l’esito della vostra prima prova alla commissione.

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