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Se nel vostro futuro vi immaginate a lavorare in ambito sanitario, è probabile che stiate considerando, tra le varie possibilità, anche l’osteopatia, a cui in Italia ricorrono ogni anno circa due milioni di persone.

Ora, la prima domanda da farvi per capire qual è il percorso di studi che vi aspetta è: l’osteopata è una professione sanitaria? Chiarire questo punto è molto importante perché, per poter accedere ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, si deve superare un test di ammissione obbligatorio e molto selettivo. Come vedremo ora, la domanda è quanto mai opportuna in questo periodo particolare.

Professione osteopata: uno scenario in movimento

La risposta alla domanda è: sì, dall’inizio del 2018 quella dell’osteopata è una professione sanitaria riconosciuta dal Ministero della Salute, insieme a quella del chiropratico. Tuttavia, al momento, l’iter di formazione universitaria non è stato ancora definito e non è quindi ancora possibile frequentare un corso universitario tout court.

Come si diventa osteopata?

Per ora, quindi, si può diventare osteopata in due modi:

  1. frequentando specifiche scuole private di osteopatia dopo la scuola superiore,
  2. oppure seguendo un master post-lauream riservato a coloro che sono già laureati nel settore sanitario, in Medicina o in una delle lauree sanitarie triennali.

Come si diventerà osteopata?

Cosa cambierà dal punto di vista della formazione quando tutte le fasi di messa a punto del percorso saranno ultimate? Innanzitutto, il percorso di studi diventerà a tutti gli effetti universitario, al pari di quello richiesto per esercitare la professione di fisioterapista, di logopedista o di infermiere. L’accesso sarà regolato da un test di ammissione obbligatorio. Inoltre, è bene sottolinearlo, solo i professionisti in possesso del titolo universitario saranno a quel punto autorizzati a svolgere la professione di osteopata. Vi terremo informati su tutte le novità che via via entreranno in vigore nei prossimi mesi/anni.

 

Fonte immagine: Pixabay.com/it

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