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errori grammatica maturità

La prova di italiano della maturità si avvicina e vi state occupando un po’ di tutto: quale tipologia scegliere, cosa ripassare, quali info tatuarvi sui polsi per rimediare ai vuoti di memoria. Ma a cosa non scrivere, ci avete pensato? Dovete! Gli errori di grammatica alla maturità, nella prima così come nella seconda prova, sono facilmente evitabili con un poco di attenzione.

Ecco qualche dritta per evitare le classiche bucce di banana in cui si rischia di inciampare per la fretta o per il nervosismo.

Parliamo di accento

Tornate all’infanzia… Ricordate? «Su qui e qua, l’accento non va». I monosillabi non vogliono l’accento, ma le eccezioni sono in agguato!

  • Alcuni monosillabi devono averlo: altrimenti non si distinguerebbero da altri, scritti allo stesso modo, ma con significato diverso. Esempi? Se dico Gianni mi dà buca, “dà”, verbo, vuole l’accento, ma se dico Gianni viene da me, “da” preposizione non lo vuole.
  • Lo stesso vale per : quando vuol dire “e non” vuole l’accento, come nel caso di: Non ho mangiato pane né bevuto acqua ma quando ne è pronome l’accento non ce l’ha, come nel caso di: Ho fatto la pasta, ne vuoi?
  • Invece: sé, pronome, lo vuole, come in: Ognuno pensi per sé, mentre se, congiunzione, non lo vuole, come in: Ditemi se mi sentite.
  • Là, avverbio, si scrive con l’accento e la, articolo, senza.
  • Sì, affermazione, ha l’accento, mentre si, pronome riflessivo, si scrive senza.

Attenzione: le note musicali do, re, mi, fa non hanno accento, ma neanche le voci verbali do, e fa.

Maledetti apostrofi

Veniamo all’apostrofo, che è causa di tanti dolori. Vediamo i casi più gravi.

  • Un seguito da parola con vocale ha l’apostrofo solo se la parola è femminile, come in: un’automobile. E lo stesso vale per qualcun, come in: qualcun’altra.
  • Qual è non vuole mai l’apostrofo, senza eccezioni: semplice, no?
  • Invece: un po’ si scrive sempre con l’apostrofo e non con l’accento.
  • Altri possibili orrori: non si scrive mai c’è n’è con due apostrofi e due è accentate. I casi possibili sono solo due: ce ne senza apostrofi e accenti (come in “Non ce ne andiamo”) e ce n’è con apostrofo e accento in n’è (come in “Ce n’è ancora di torta?”), perché state usando il verbo essere (ce ne è di torta?).
  • Le ciliegie hanno la “i”! Rispolverate la regola: i nomi che al singolare finiscono con -cia e -gia al plurale mantengono la i solo se l’ultima sillaba è preceduta da una vocale: altrimenti si scrivono senza i. Quindi: ciliegie e camicie hanno la i, mentre le “piogge di Castamere” sgocciolano senza “i”.
  • Un’ultima raccomandazione: scienza, coscienza e derivati si scrivono con la “I”, ma conoscenza è sempre senza “I”.

Ok, tenete a mente questa piccola collezione di errori grammaticali e datevi da fare con il resto dello studio. Se avete altri dubbi, potete rinfrescarvi la memoria con questo agile manualetto. In ogni caso: occhi aperti e pace interiore!

Fonte immagine: Pixabay.com/it

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