Condividi su:

abilitazione medicina

Per lavorare a tutti gli effetti come medico, specializzato o no, ogni laureato deve compiere un passo successivo al conseguimento della laurea: deve superare l’esame di abilitazione in Medicina che il Ministero dell’Università ha modificato con un’apposita riforma.

La laurea non basta

Il corso di laurea in Medicina non è direttamente abilitante: per potersi iscrivere all’albo dei Medici Chirurghi, occorre superare l’Esame di Stato. Questo si svolge in due sessioni all’anno, regolate dal Ministero dell’Università con la pubblicazione di un’ordinanza ministeriale.

Abilitazione in Medicina in due passi

La strada per diventare medici in grado di esercitare la professione prevede un tirocinio trimestrale sul campo e una prova scritta composta da domande a risposta multipla. Il tirocinio dovrà essere svolto a partire dal quinto anno, dopo aver sostenuto gli esami fondamentali dei primi quattro anni di corso. Per il 2019, in attesa che la riforma entri pienamente a regime, il tirocinio potrà ancora essere svolto successivamente alla laurea.

Se il tirocinio viene superato con una valutazione sufficiente, il neolaureato accede al test finale. La prova consiste nella risoluzione di 180 quesiti a risposta multipla, ripartiti in una sezione pre-clinica e una sezione clinica. Nella prova d’esame riformata i quesiti saliranno a 200.

Un sistema che potrebbe cambiare

In molti si domandano quale sia l’utilità di questo iter. Dopotutto, la laurea in Medicina si ottiene dopo una prima, rigorosa selezione in ingresso e con un percorso accademico impegnativo e stringente. Inoltre, il Sistema Sanitario Nazionale ha necessità di contare su nuovi professionisti che possano rimpiazzare rapidamente i sempre più numerosi medici che si ritirano in pensione.

Per risolvere le inefficienze e consentire ai neolaureati di essere operativi in tempi più rapidi, il Ministero dell’Università e quello della Salute hanno scelto di riformare il percorso di abilitazione come abbiamo illustrato sopra, ma senza eliminarlo del tutto per il momento.

Fonte immagine: fotolia.it

Condividi su: